Calamità naturali, l'Amministrazione di Vibo chiede stato di emergenza
La delibera dell'esecutivo guidato da Elio Costa ha chiamato in causa il Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Interno oltre che Regione e Prefettura
Una delibera di giunta ha fatto seguito di Elio Costa nel corso dell'ultimo Consiglio comunale. Il sindaco di Vibo chiederà a seguito degli ultimi eventi verificatisi sul territorio la dichiarazione dello stato di emergenza. Questo si evince dalla delibera che chiama in causa il Consiglio dei ministri, Ministero del’Interno, Regione e Prefettura a seguito delle ultime calamità che hanno colpito il territorio. Nei prossimi giorni il primo cittadino invierà una quantificazione dei danni subiti da privati e dalle strutture comunali. Numerosi i capitoli aperti: da contrada Sughero alle Marinate, passando per la voragine di via Carlo Parisi che ha tagliato in due la città. E questa volta, a differenza del 3 luglio 2006, non sono state quantità spropositate di pioggia a determinare l'emergenza. E' bastata una perturbazione di poche ore. "Il Piano di interventi di mitigazione del rischio idraulico prevedeva – evidenzia la delibera di Giunta - la realizzazione di opere infrastrutturali per la messa in sicurezza, con particolare riferimento al ripristino dell’officiosità idraulica di fossi e corsi d’acqua. Tali interventi, ad oggi non completati e comunque eseguiti con discontinuità, non sono certamente sufficienti a garantire la sicurezza del territorio". Da qui l'esigenza di essere supportati nell'opera di messa in sicurezza del territorio e di mitigazione del rischio idrogeologico"
