Forza Italia, Occhiuto: «Niente correnti, serve una scossa liberale nel centrodestra»
Il governatore calabrese al convegno “In libertà” chiarisce: nessuna operazione interna a Forza Italia, ma un contributo politico e culturale
Nessuna corrente, nessuna operazione di posizionamento interno, nessuna ambizione personale. Roberto Occhiuto lo chiarisce fin dall’inizio del suo intervento al convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia”, scegliendo di sgombrare il campo da ogni possibile lettura tattica. «Nessuno aveva intenzione di organizzare questo convegno per fare una corrente – ha detto – sono cose polverose che appartengono al passato». Un messaggio netto, accompagnato da una stoccata al Partito democratico, definito «tra i partiti più masochisti della storia italiana» proprio per il suo sistema di correnti.
L’obiettivo, spiega il presidente della Regione Calabria, è un altro: dare una scossa culturale e politica al centrodestra, rafforzandone l’anima liberale. Un’esigenza che Occhiuto lega soprattutto alla capacità della coalizione di parlare ai giovani e a quell’elettorato che non si riconosce nella sinistra ma fatica a vedere nel centrodestra un progetto non esclusivamente conservatore. Da qui l’invito ad aprire senza timori una riflessione sui diritti civili e sulla libertà della persona, temi che Forza Italia, secondo Occhiuto, deve avere il coraggio di affrontare.
Nessun progetto personale, ribadisce il governatore calabrese. «Il mio ruolo me lo hanno dato i cittadini», sottolinea, ricordando il recente consenso ricevuto e spiegando di voler mettere a frutto quel coraggio politico per costruire un partito più forte, non una nuova area organizzata. Al centro del suo ragionamento resta il centrodestra nel suo insieme, guidato da una Giorgia Meloni che Occhiuto elogia apertamente per il ruolo internazionale assunto dall’Italia. Ma, avverte, la leadership della premier non basta da sola: serve aggiungere un contributo liberale che solo Forza Italia può garantire.
Suggestiva, infine, la cornice di Palazzo Grazioli, richiamata come luogo simbolo del liberalismo berlusconiano. Un’eredità da recuperare e aggiornare, adattandola a un tempo in cui non basta più lo Stato minimo, ma servono grandi investimenti pubblici. «Se non ora, quando?», conclude Occhiuto. Senza correnti, ma con un’idea politica chiara.
