Si accende il dibattito politico in Provincia di Vibo Valentia attorno alla questione del Bilancio di previsione e alla stabilizzazione dei 35 tirocinanti di inclusione sociale (TIS). Dopo le recenti dichiarazioni dei consiglieri provinciali Nicola La Sorba e Vincenzo Lentini, arriva la replica di Nicola Brosio, coordinatore provinciale di Noi Moderati.

Brosio definisce “troppo semplicistica e superficiale” la posizione dei due consiglieri, che avevano accusato alcune forze politiche di aver politicizzato la seduta per l’approvazione del bilancio.

"Il Bilancio, infatti, non è solo un documento tecnico, ma rappresenta anche la sintesi di scelte politiche di grande rilevanza, dove il loro rinvio, come si dice, può sembrare una soluzione temporanea per superare momenti di impasse, ma in realtà rischia di essere un modo per evitare di affrontare i problemi con la dovuta responsabilità e trasparenza, una sorta di pannicello caldo al fine di sopravvivere senza affrontare problematiche serie e non più procrastinabili. Principio democratico assodato è che alcune decisioni politiche non sono rinviabili all'infinito e, a maggior ragione, non possono essere subordinate ai propri desiderata, perché hanno un impatto diretto sulla vita delle persone, nella fattispecie sulla stabilità dei TIS e sul futuro della comunità", sottolinea Brosio.

"Accusare alcune forze politiche di aver deciso diversamente, senza considerare le ragioni che hanno portate a questa scelta, può sembrare un modo per scaricare le proprie responsabilità, invece di affrontare i problemi con serietà e maturità. Quelle stesse forze politiche, oggi maldestramente messe sotto accusa dalla estemporanea uscita dei consiglieri citati, hanno anteposto alle loro posizioni la massima disponibilità ad ogni decisione che tenesse presente l’interesse delle famiglie interessate dal processo di stabilizzazione, subordinando le più volte espresse posizioni politiche a tale tipo di interesse, verso cui si sono posti in posizione di massima duttilità. Sono altri quelli che vorrebbero usare questi interessi per far prevalere proprie utilità, nella fattispecie presidente e vice presidente stanno usando l’arma del ricatto per barattare scelte amministrative dovute con imposizione politiche, tanto è ormai noto a tutti gli attori della vicenda".

"Il bene comune -continua - deve essere l’obbiettivo di tutti e per raggiungerlo occorre assumere decisioni anche forti e spesso impopolari, tenendo però presenti le dinamiche politiche e le reali necessità dei tanti, evitando di considerare preponderanti solo le proprie. La stabilità dei Tis e la corretta gestione del Bilancio sono questioni troppo importanti per essere trattate come semplici faccende politiche rinviabili o, peggio, come strumenti di propaganda. È il momento di essere seri, di mettere da parte le polemiche e di lavorare insieme per trovare soluzioni concrete e condivise, il benessere della comunità merita un impegno reale e responsabile, non giochi di potere o rinvii superficiali".