Era la notte del 14 agosto scorso quando sul lungomare di Cirò Marina si udirono degli spari, che hanno generato il panico tra le persone presenti. I carabinieri della Compagnia di Cirò Marina furono speronati da una delle due auto in fuga, che rischiarono anche di compromettere l’incolumità pubblica. I colpi d’arma da fuoco erano indirizzati ad un 78enne e ad un 50enne, padre e figlio residenti proprio a Cirò Marina. Un commando di più persone aveva portato devastazione e saccheggio adoperando, in pieno centro abitato, un fucile, due pistole (di cui una semiautomatica calibro 9) e almeno quattro spranghe di ferro. Spari ad altezza d’uomo contro l’abitazione delle due vittime, contro le loro auto. Vennero danneggiate tre auto, uno scooter, alcune sedie poste all’esterno, la porta di ingresso, un finestra e il muro esterno di casa del 50enne.

A pochi giorni di distanza dai fatti, il sostituto Domenico Guarascio e il capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, hanno iscritto 10 persone nel registro degli indagati e hanno richiesto l’arresto. Il gip ha emanato un’ordinanza che ha portato tre persone in prigione e quattro ai domiciliari.

Sono destinatari di misura cautelare in carcere: Cataldo Cornicello, 43 anni, di Cirò Marina; Gianfranco Musacchio, 34 anni, di Cirò Marina; Pasquale Passarelli, 45 anni, di Napoli. È stata applicata la misura degli arresti domiciliari, invece, per Dennis Cornicello, 20 anni, di Cirò Marina; Francesco Dell’Aquila, 50 anni, di Cirò Marina; Antony Dell’Aquila, 19 anni, di Cirò Marina; Salvatore Dell’Aquila, 45 anni, di Cirò Marina. Sono indagati a piede libero: Luca Greco, 22 anni, originario di Cariati; Franco Cosentino, 48 anni di Cirò Marina e Francesco Ciccarelli, 43 anni, di Napoli.

Sono tutti accusati di porto illegale in luogo pubblico di armi clandestine o comuni da sparo, ricettazione, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio. Francesco dell’Aquila è accusato, in più, di resistenza a pubblico ufficiale per via della fuga pericolosa con la macchina. Secondo il gip, su Greco, Cosentino e Ciccarelli, sebbene immortalati dalle telecamere nei momenti precedenti alla devastazione, non vi sono elementi sufficienti per dimostrare che abbiano preso effettivamente parte all’azione punitiva.