Non ci sono ragioni per causare il blocco dell’organo legislativo della Regione Calabria. Queste in sintesi le motivazioni che hanno spinto il consigliere della lista "Io resto in Calabria" Francesco Pitaro - con una richiesta inviata a Nicola Irto, presidente del Consiglio regionale della Calabria, e a Jole Santelli, presidente della Regione - a presentare istanza di convocazione del Consiglio regionale. Considerato infatti che che ai sensi dell’art. 2 del Regolamento del Consiglio Regionale "la prima seduta del Consiglio Regionale si tiene non oltre il primo giorno non festivo della terza settimana successiva alla proclamazione degli eletti" e che l'Assemblea non si è ancora riunita per l'aggravamento della situazione sanitaria ma è in realtà possibile prendere tutte le precauzioni necessarie, secondo Pitaro non è più accettabile impedire "ai consiglieri regionali di adempiere le funzioni per le quali sono stati eletti".

Prese tutte le precauzioni necessarie. Nella richiesta il consigliere regionale ha specificato come fosse stata presa "ogni precauzione medico e sanitaria necessaria ai fini dello svolgimento del Consiglio Regionale" in quanto "nessuno minimizza l’emergenza sanitaria". Tanto che la riunione era prevista nell’Aula Francesco Fortugno, "particolarmente comoda e oltremodo spaziosa che garantiva, pertanto, il mantenimento delle distanze tra i participanti consiglieri". Fermo restando che "ciò che interessa alla Calabria e ai calabresi è che il Consiglio Regionale venga insediato e ciò può avvenire anche in video conferenza al fine di eludere totalmente ogni possibilità di contagio".

Serve far insediare la Commissione sanità. Non c'è quindi alcuna ragione, sostiene Pitaro, per causare "il blocco dell’organo legislativo della Regione Calabria" e impedire l'insediamento, tra le altre cose, della Commissione sanità "che, come può cogliersi facilmente, è essenziale in tale momento storico in cui occorre fronteggiare l’emergenza sanitaria".

Pronto a chiedere l'intervento di prefetto e Governo. "Non si può più tergiversare ma occorre agire con determinazione e decisione e consentire ai consiglieri regionali di adempiere le funzioni per le quali sono stati eletti". Per queste ragioni si chiede "che il Consiglio Regionale della Calabria venga convocato, con atto da trasmettersi nel termine di tre giorni dal ricevimento della presente istanza, con svolgimento della seduta eventualmente anche in video conferenza, al fine di consentire all’organo legislativo della Regione Calabria di espletare i compiti e le funzioni allo stesso staturiamente e normativamente attribuiti". "Si avverte - conclude il consigliere regionale - che, decorso il termine assegnato senza che il Consiglio Regionale venga convocato, sarà chiesto l’intervento del Prefetto e del Governo Nazionale".