L'operazione svolta dal centro Dia di Milano e coordinata dalla Dda ha portato in carcere Vincenzo Montemurro e Francesco Cicino

Il Centro operativo D di Milano, coordinato dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, questa mattina ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di Francesco Cicino, classe 1960, e Vincenzo Montemurro, classe 1981, emessa dal GIP di Milano, per il reato di tentata estorsione.

L'inchiesta L’attività odierna arriva a completamento di quelle effettuate nell’ambito delle operazioni “Linfa” e “Kerina 2”, che, nei mesi scorsi, avevano portato complessivamente all’arresto di 15 persone, principalmente di origini calabresi, indagate per associazione finalizzata al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti. In particolare, lo scorso 27 gennaio, era stato tratto in arresto Edoardo Novella - figlio di Carmelo, già reggente della struttura di ‘ndrangheta denominata “Lombardia”, ucciso in un agguato il 14 luglio 2008 a San Vittore Olona (MI). Edoardo Novella rivestiva, nell’organizzazione indagata, un ruolo di spicco, mettendo anche a disposizione, per il traffico di droga, i locali di una società a lui riconducibile.

Il pestaggio Montemurro, con la complicità di Cicinp - già braccio destro di Carmelo Novella e del fratello Vincenzo, è stato tratto in arresto per un violento pestaggio ai danni di Edoardo Novella, che si era appropriato di un’ingente somma di denaro, circa 250.000 euro. Il pestaggio contro Novella era avvenuto la mattina del 13 maggio 2017, dentro la Tremont Car di Legnano, all’interno della quale, è stato accertato nel corso delle indagini, si riunivano gli appartenenti all’associazione criminale dedita al narcotraffico, alla quale lo stesso Novella è accusato di appartenere.

L'agguato Con la complicità di Cicino - che faceva in modo di far rimanere Novella da solo, in un vero e proprio agguato Montemurro lo avrebbe aggredito, minacciandolo e colpendolo violentemente più volte. Attualmente in carcere, Novella, a tutela dei suoi sodali, si è finora avvalso della facoltà di non rispondere. L’attività complessivamente svolta ha portato, in precedenza, al sequestro complessivo di oltre 150 chili di sostanza stupefacente. Il processo nei confronti degli imputati è iniziato nello scorso mese di febbraio.