Non c’è più spazio per i calcoli o i rimpianti. Nella sala stampa dello stadio “Luigi Razza”, il clima è quello dei grandi bivi storici: da una parte l’orgoglio di un secolo di storia alle porte, dall’altra l’urgenza di strappare la Vibonese dalle sabbie mobili della classifica. Dopo l’addio consensuale con Antonello Capodicasa, il club rossoblù riparte ufficialmente da Danilo Fanello. 

Il tecnico lametino, 43 anni, eredita una panchina che scotta ma lo fa con la fermezza di chi sa esattamente dove mettere le mani. La missione è dichiarata: blindare la Serie D e onorare il centenario del club, evitando che i festeggiamenti vengano rovinati dall'incubo della retrocessione.

Fanello non ha usato giri di parole durante la sua presentazione, mostrandosi lucido nell'analizzare il momento critico del gruppo. Sa di aver ereditato un gruppo dal morale fragile, ma non cerca scuse. «È una squadra scoraggiata - ha ammesso Fanello con estrema franchezza -ma il tempo è poco e dobbiamo dare il massimo. Il primo intervento sarà psicologico: dal punto di vista empatico bisogna agire subito».
Sul piano tattico, il mister non si sbilancia troppo ma traccia la linea guida: blindare la difesa. «I numeri dei gol incassati parlano chiaro. Dobbiamo essere compatti: più siamo vicini tra i reparti, meno possibilità avranno gli avversari di colpirci. La solidità è la base per tornare a segnare e vincere».
Accanto al nuovo mister, il commissario Rino Putrino ha suonato la carica, rivendicando l’identità territoriale del club. «La Vibonese è dei vibonesi e voglio lasciarla a loro in una categoria degna. A breve festeggeremo i 100 anni e il mio sogno è rivederla in Lega Pro, non certo in Eccellenza».
Putrino ha poi fatto chiarezza sulla gestione societaria, sottolineando la nuova organizzazione interna che vede figure locali come Alessio Bompasso e Claudio De Filippis al centro del progetto operativo. «Serve una svolta, dando spazio a chi vive il territorio h24. Abbiamo bisogno che la stampa ci stia vicino d abbiamo delineato chi fa che cosa: Caffo fa la sua parte, io la mia. Bompasso, il nostro addetto stampa e speaker, starà a contatto con la squadra, il team manager Claudio De Filippis. Serve una svolta importante dando spazio ha chi è in loco e si dà da fare. Prima non era così». Uno sguardo, infine, anche al mercato: «Il telefono resta acceso. Se il mister ravviserà necessità, interverremo. Su Marchetti mi assumo ogni responsabilità: la sua esperienza è indiscutibile».