Si amputa la mano con un'accetta, salvato dalla sinergia tra medici
"La tempestività e la collaborazione tra le diverse strutture ospedaliere, come quella di Soveria Mannelli, Lamezia Terme e Palermo ha consentito, nella settimana scorsa di salvare una mano completamente staccata dal polso, attraverso un complicato intervento di chirurgia”. Sul caso del paziente di origine indiana, che si era reciso di netto una mano con un’accetta, circostanza che si è verificata domenica scorsa nel lametino, intervengono in una nota alcuni sanitari che si sono occupati delle prime cure. "La qualità ed i progressi della medicina – evidenziano - ci mettono ogni giorno in condizioni di salvare delle vite danno sempre più speranze. S’interviene in casi che solo, pochi anni fa, sembravano di difficile risoluzione. Salvata un arto con la mano completamente staccata ad un cittadino straniero, vittima di una rissa. Per tale ragione, che mostra una sanità sicura e vincente, tutta l’equipe del pronto soccorso di Lamezia e il Direttore Ferruccio Lucchino, intendono esprimere i propri complimenti alla Equipe del Policlinico di Palermo per il brillante risultato".
Decisivo anche l’intervento tempestivo del dottor Saverio Ferrari medico della Pet di Soveria Mannelli (postazione emergenza territoriale) che, insieme all'infermiere professionale Emilio Pane e all'autista-soccorritore Antonio Bevacqua, è intervenuto sul luogo dell'incidente.
"In un turno di domenica mattina - raccontano - veniva allertato il Pronto Soccorso di Lamezia dalla C.O. del 118 che era in arrivo codice rosso con il 118 della Pet Soveria Mannelli. La Pet è intervenuta sul luogo dell’incidente ed i medici accortisi della gravità della situazione, decidevano con tempestività di trasportare un paziente con amputazione traumatica della mano. Inoltre, comunicavano che avevano provveduto a conservare la mano e che la stavano portando a Lamezia. Scatta la prima decisiva fase della collaborazione e si organizzano i medici di turno in pronto soccorso a Lamezia Terme, Renata Tropea e Teresa Buccinà, gli infermieri Salvatore Palazzo, Francesca Paonessa, Antonio Gulli, Carlo Vescio e gli operatori OSS Alfonso Sammarco, Paolo Sottile. Pronti all’accoglienza, alla preparazione del paziente e all’attivazione dell’elisoccorso. La Centrale Operativa comunicava di aver allertato la Chirurgia Plastica di Palermo. Quando giunge in pronto soccorso il paziente di nazionalità straniera, i medici di turno costatano la gravità del caso e oltre all’'elisoccorso allertavano tutta l’equipe in turno in Ortopedia a Lamezia, reperibile è il dottor Federico Chiodi fa l’emostasi e prepara adeguatamente il moncone dell’arto al fine di tutelarne la predisposizione al successivo intervento. Nel contempo la mano del paziente è sistemata nel contenitore adatto al trasporto e consegnata al medico dell’elisoccorso. Ha seguito tutte queste fasi anche la chirurga Cinzia Molizzi. Dopo una rapida ma esaustiva anamnesi resa più complicata dal fatto che il paziente è straniero, quindi vi è una difficoltà linguistica, si riesce a capire che è stato aggredito e allertate le forze dell’ordine per le indagini del caso. Completati gli accertamenti nella maniera più esaustiva e veloce il paziente parte con l’elisoccorso accompagnato da rianimatore lametino a bordo, il dottor Antonio Andricciola". Al Policlinico di Palermo gli sono state riattaccate, con successo, ossa, tendini, vasi e nervi grazie al lavoro dell’équipe composta da chirurghi plastici e della mano.
