Si preannuncia caldo l’autunno appena iniziato per l’amministrazione comunale di Sant’Onofrio. La luna di miele tra il sindaco ed una parte della sua maggioranza, infatti, pare essere arrivata già al capolinea. Si vociferano -e non sono solo voci di corridoio -incomprensioni e tensioni nelle “secrete stanze”, mentre ci sono eletti che si posizionano in modo differente sul piano politico ed altri che guardano con attenzione alle dinamiche politiche provinciali, in cerca di migliori collocazioni. Intanto, nei giorni passati, è arrivata quella che sull’esecutivo guidato da Antonino Pezzo, potrebbe apparire come una vera e propria mannaia sul capo. Infatti, dopo le missioni, poco meno di un mese addietro, dell’assessore al Bilancio Giosuè Monardo, alla fine della passata settimana è maturato quello che si configura come un vero e proprio colpo di scena. A gettare la spugna è stato il capo del pubblico consesso, vale a dire, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Alibrandi, che ha deciso di abbandonare il ruolo ricoperto fino a quel punto senza evidenti dissapori con il primo cittadino. Non solo: da quanto si apprende, Alibrandi non ha deciso di gettare la spugna, bensì di spostarsi tra i banchi del consiglio laddove, venuta la meno la sua funzione, con i ben noti obblighi di imparzialità, ha potuto costituire un nuovo gruppo in Aula, denominato “Costruiamo il futuro”. Gruppo formato da tre eletti che, sia ben chiaro, al momento -secondo un rosario ben noto in politica e che dal capoluogo sembra aver fatto straordinari proseliti sul territori -rimarranno in maggioranza, giureranno fedeltà al sindaco e si batteranno il petto dinanzi a chi supporrà il contrario, ma è chiaro che siano pronti a rivendicare ruoli e visibilità essendo decisivi per la tenuta dell’amministrazione. Infatti, se ai tre eletti di “Costruiamo il futuro”, si aggiungessero i quattro di opposizione la favola di Pezzo a Sant’Onofrio arriverebbe nel giro di poco tempo, al capolinea. Prospettiva inquietante alla quale nessuno sembra al momento intenzionato a guardare, ma la politica -come noto -si fa anzitutto con i numeri.