Vibo, il lungo iter del Piano strutturale verso l'approvazione: ora serve il parere dei vigili del fuoco
Non mancano gli ostacoli sul percorso del Piano strutturale comunale di Vibo Valentia. La Regione ha rimandato indietro nei mesi scorsi il Piano strutturale, le cui osservazioni erano state approvate dal Consiglio circa un anno e mezzo addietro, ponendo l'attenzione su altri passaggi da compiere. Tra le prescrizioni degli uffici della Cittadella c'era anche la necessità di ottenere il parere della Ctr, la Commissione tecnica regionale dei Vigili del fuoco. I tecnici del Comune, allora, hanno effettuato un primo incontro con i delegati di quest'ultima nel mese di agosto e ai funzionari di palazzo "Luigi Razza" è stato chiesto in quella circostanza di integrare il piano di emergenza esterno recepito dalla Prefettura (che lo ha elaborato con metodo speditivo) in merito agli stabilimenti della Meridionale Petroli e dell'Eni.
I vigili del fuoco, infatti, pretendono nuova documentazione dalle due società e dagli uffici una Rir (Rischio incidente rilevato), ovvero, un altro elaborato di rilevazione del rischio che consenta di valutare specifiche situazioni con maggior esattezza. Da quel momento i tecnici del settore urbanistica del Comune hanno così ricominciato a lavorare con l'obiettivo di arrivare al più presto alla riconovocazione del tavolo tecnico dei vigili del fuoco per ottenere il tanto atteso disco verde che consentirebbe di riportare finalmente in Consiglio la pratica alla quale è appeso lo sviluppo della città. In quella sede bisognerà verificare se la Rir prodotta dagli uffici sia adeguata o meno alle richieste della Commissione dei vigili del fuoco.
Se tutto dovesse andare per il verso giusto, entro fine anno potrebbe essere concluso questo "processo" e subito dopo verrebbe convocato il Consiglio comunale per la definitiva approvazione del Piano strutturale. "Un'esigenza non più rinviabile – ha sostenuto l'assessore Katia Franzè che sta tentando di dare un impulso all'iter di approvazione – dal momento che questa città non può più stare senza uno strumento urbanistico adeguato alle proprie esigenze". Il traguardo sembra ormai a portata di mano a diversi anni di distanza dalla prima adozione del Psc ed a 17 mesi dal via libera alle osservazioni da parte del Consiglio comunale. Fermo restando le critiche delle opposizioni che hanno bocciato il nuovo Piano strutturale e l'idea di città che porta con sè, "che non contempla il concetto di rigenerazione urbana e più in generale di sviluppo sostenibile del centro abitato".
