Centro di accoglienza a Vibo, il Comune lo vuole mentre Mangialavori si "smarca"
In tutto una ventina i migranti da ospitare: ieri al protesta dei cittadini. Dubbi del coordinatore di FI sulla scelta
È bastato che la notizia si diffondesse e non hanno atteso molto per farsi sentire i cittadini del centro storico di Vibo. In via Murat, infatti, dovrebbe sorgere un Centro di accoglienza straordinaria (Cas) che dovrebbe accogliere una ventina di migranti. Una scelta che agli abitanti della zona non è piaciuta e motivo per cui, ieri, sono scesi in strada e ad accompagnarli c'erano anche diversi esponenti del centrodestra vibonese, tra i quali il consigliere comunale Francescantionio Tedesco. Chiedono risposte al Comune e sono intenzionati ad andare avanti. Ma se in strada sono compatti i cittadini la stessa cosa non sembra a palazzo “Luigi Razza”.
Dubbi e perplessità. A non essere convinto di quanto deciso dal Comune è il coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, che dell'Amministrazione è un punto di riferimento di primo piano, il quale ieri sera non ha esitato ad esaminare il “caso”. La vicenda relativa all'accoglienza d’immigrati, nel pieno centro della città di Vibo Valentia, “non può essere esente da una riflessione politica” ha spiegato. In particolare, per Mangialavori “l’ubicazione desta non poche perplessità. Per come già rilevato da più parti, l’aspetto logistico non è l’ideale per un’accoglienza di tale specie. Una circostanza che non va sottovalutata – sottolinea - e che infatti ha già suscitato il timore dei residenti. Lungi da qualsiasi pregiudizio ideologico, è evidente che progetti di accoglienza e di integrazione vanno calibrati in base alle condizioni urbanistiche, sociali o oggettivamente utili a favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Se non fosse, invece, questa la strada seguita per l'esponmente di Forza Italia, “si corre il rischio di ottenere l’esatto risultato opposto rispetto a quello preventivato. Insomma, nulla quaestio, sull’aspetto formale della questione. Esiste un bando, una partecipazione e i tutti i relativi controlli istituzionali. Ma non va sottaciuto l’elemento sostanziale che presta il fianco a molteplici perplessità, dubbi e interrogativi che legittimamente si pone la cittadinanza vibonese e in modo particolare quella interessata a tale progetto. L’auspicio – conclude - è che quest’ultimo sia oggetto di attenta ponderazione e di valutazione serena ma puntuale sugli effetti insiti a tale decisione. L’irreversibilità della scelta, quanto meno nel breve e medio periodo, può infatti tradursi in un boomerang sulle ragioni coeve alla decisione di che trattasi”.
Il caso. Dubbi legittimi, quelli di Mangialavori ma che di dubbi ne sollevano anche politicamente, oltre che sul caso, considerato che il coordinatore di FI è esponente di primo piano della maggioranza di palazzo “Luigi Razza”. Da qui le domande: è stato tenuto all'oscuro di tutto? Si smarca dall'esecutivo o manda un messaggio all'esecutivo?
