Ndrangheta, tensione per un debito di droga: minacce e ritorsioni tra clan (NOMI)
Un debito non saldato per un carico di cocaina ha acceso lo scontro tra esponenti della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano e affiliati della ‘ndrangheta calabrese. L’inchiesta "Mercurio" dei Carabinieri del Ros ha portato all'arresto di 19 persone nel Catanese, con accuse che vanno dal traffico di droga allo scambio elettorale politico-mafioso. Tra il 2022 e il 2023, Antonino Della Vita, detto "la Volpe", e Rosario Bucolo, alias "U’mbazzutu", avrebbero trattato l'acquisto di 10 kg di cocaina dalla Calabria, per conto di Francesco Napoli.
Dopo l'arresto di quest'ultimo, i calabresi hanno iniziato a reclamare il pagamento, minacciando altri affiliati del clan siciliano, tra cui Giuseppe Scuto e il figlio Fabrizio. Le intercettazioni hanno rivelato il clima di tensione: i calabresi avrebbero minacciato di sequestrare un familiare di Scuto come garanzia. Bucolo, ritenendo inaccettabile la richiesta, avrebbe persino ventilato l'idea di una reazione armata, decisione però considerata rischiosa senza il via libera della famiglia mafiosa. Per trovare una soluzione, il clan Santapaola-Ercolano avrebbe offerto pagamenti rateizzati e persino un mezzo pesante del valore di 100mila euro, ma senza successo. Intanto, per coprire parte del debito di 75mila euro, alcuni membri del gruppo sarebbero ricorsi a un prestito usuraio con rate mensili di 6mila euro. Alla fine, Bucolo avrebbe tentato la mediazione attraverso un suo contatto a Milano e un amico calabrese, nel tentativo di negoziare con i creditori ed evitare ritorsioni. L’inchiesta ha svelato un sistema ben organizzato di traffico di droga e rapporti tra mafia e ‘ndrangheta, confermando l’intreccio criminale tra Sicilia e Calabria.
