Provincia Vibo, si riparte dallo scontro. FI chiede la testa di Solano
Parte all'insegna dello scontro tra Forza Italia ed il presidente Salvatore Solano, la nuova consiliatura provinciale di Vibo Valentia, dopo le elezioni dello scorso 18 dicembre. “E’ evidente -hanno detto ieri gli azzurri in un apposito documento -che esista un deficit di collegamento tra il capo dell’Amministrazione e qualsiasi base elettoralistica. Pertanto, il presidente mantiene il proprio incarico, esclusivamente grazie ad una legge, assai opinabile, che impedisce di sfiduciarlo". E ancora. "Un rappresentante che non rappresenta più nessuno -ha infierito FI -avrebbe dunque il dovere politico e morale, di rassegnare, immediatamente le dimissioni". A giudizio del partito di Berlusconi, guidato sul territorio provinciale e regionale dal senatore Giuseppe Mangialavori, "la problematica, peraltro, è ben più ampia".
Infatti, “l’incapacità di fare fronte alle quotidiane sfide sul territorio provinciale -ha sostenuto ancora Scalfari -sono sotto gli occhi di tutti. Dal sistema viario agli edifici delle scuole superiori si registrano -ha concluso FI -difficoltà e criticità ogni giorni assai gravi, per le quali si naviga a vista”. Ed anche il bilancio approvato e l’uscita dell’Ente dal dissesto, "non saranno risolutivi dei tanti problemi esistenti". Bocciata la linea del presidente pure "sul fronte della pandemia", dal momento che egli "ha omesso qualsiasi iniziativa tesa ad offrire contributi concreti alla gestione dell’emergenza in corso". Insomma, un attacco frontale, al quale il capo dell’Amministrazione ha replicato, chiarendo "che nell’amministrazione provinciale, come è configurata da qualche anno, non esistano maggioranze e minoranze". E che "FI chiede la sfiducia di un presidente che ha approvato un rendiconto, quando si continua a sostenere un’amministrazione, quella del capoluogo, che viaggia verso il secondo dissesto consecutivo".
