Il clima politico a Capistrano si fa rovente sul tema della lotta alla criminalità organizzata. Al centro della contesa c'è l'annuncio del sindaco, Marco Martino, riguardante l'approvazione di un imminente “super regolamento” volto a blindare il Comune contro le infiltrazioni mafiose. Una mossa che, tuttavia, ha trovato la ferma opposizione del gruppo consiliare di minoranza "La Ninfea", che liquida l'iniziativa come pura propaganda.

Secondo l'opposizione, le misure presentate dall'amministrazione — come la rotazione degli affidamenti, il controllo delle white list prefettizie e l'uso delle banche dati ministeriali — non avrebbero nulla di rivoluzionario. Si tratterebbe, al contrario, della semplice applicazione di norme già previste dal Codice dei contratti pubblici.

«Presentare doveri giuridici come elementi innovativi significa attribuire valore politico a ciò che è ordinaria amministrazione», dichiarano i rappresentanti de "La Ninfea". Il gruppo sottolinea come tali prescrizioni siano atti dovuti, specialmente per un ente che ha già vissuto il trauma dello scioglimento per mafia.

Per la minoranza, il regolamento non sarebbe altro che un "copia e incolla" di strumenti già elaborati dall'ANAC e inseriti nel Piano Nazionale Anticorruzione. L'introduzione di nuovi tavoli di coordinamento o procedure interne viene vista come un eccesso burocratico che rischia di rallentare la macchina amministrativa, senza aggiungere reale sicurezza.

Oltre al merito, viene contestato duramente il metodo comunicativo del primo cittadino. "La Ninfea" lamenta la mancanza di confronto democratico, segnalando che il testo non è ancora stato discusso in Consiglio Comunale.

L’opposizione lancia infine un atto d'accusa sulla gestione quotidiana del territorio: sarebbero oltre 30 le comunicazioni formali inviate su temi critici come ambiente e sicurezza stradale rimaste, ad oggi, senza risposta. «La legalità — conclude la nota della minoranza — non dovrebbe essere un annuncio mediatico, ma una condizione silenziosa e imprescindibile della gestione della cosa pubblica».