Correva l'anno 2016, durante un dibattimento del processo “Black Money”, a Vibo Valentia, collegato in videoconferenza dal carcere dell’Aquila, il boss di Limbadi Pantaleone Mancuso rivolto al magistrato antimafia Marisa Manzini inveiva in questi termini: “Statti zitta ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai. Fammi parrari a mia”. Per come riporta l'edizione di oggi de "il Quotidiano del Sud", il gup distrettuale di Salerno ha deciso il rinvio a giudizio di Pantaleone Mancuso  con prima udienza davanti al Tribunale collegiale fissata al 4 giugno prossimo. L'ipotesi di reato: minacce aggravate dalle modalità mafiose.

La dottoressa Manzini, che si è costituita parte civile ed è rappresentata dall’avvocato Giovanna Fronte,  ha annunciato la devoluzione del risarcimento dei danni e delle spese legali all'associazione dei familiari delle “Vittime del dovere”, a cui sono andati anche i proventi della vendita del libro scritto dallo stesso magistrato (dal titolo “Stai zitta ca parrasti assai”) che parla proprio della vicenda in questione.