Scritte offensive contro don Ciotti a Locri, autori ripresi dalle telecamere
Due auto con a bordo almeno tre persone immortalati dai sistemi di video sorveglianza. Si stringe il cerchio intorno agli esecutori dei messaggi sui muri
Gli investigatori vanno avanti per individuare gli autori di quelle scritte offensive che nella notte di sabato e domenica hanno imbrattato i muri di Locri. Scritte comparse in tre diversi punti di Locri. "Più lavoro meno sbirri", "don Ciotti sbirro", i messaggi di odio lasciati sui muri dell'arcivescovado, dove abitualmente risiede monsignor Francesco Oliva e dove in questi giorni è ospite don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera. Un'altra, "Don Ciotti sbirro siete tutti sbirri", è apparsa invece vicino alla scuola "Maresca". La terza sul muro dell'immobile del Comune dove ha sede il locale Centro di aggregazione giovanile, con un attacco anche al primo cittadino, Giovanni Calabrese. "Don Ciotti sbirro e più sbirro il sindaco".
Il cerchio si stringe. Le telecamere che l’amministrazione comunale aveva fatto sistemare nei pressi del centro di aggregazione giovanile hanno immortalato due auto con a bordo almeno tre persone, che scesi dalle auto con tanto di bombolette in mano si dirigevano verso i muri. Le scritte non sono comparse su luoghi scelti a caso e, ipotizzano gli investigatori, potrebbero voler mandare un messaggio preciso. “Nostri sono i giovani” sembra voler dire quello che ha imbrattato il centro di aggregazione giovanile, “nostra è la politica” quello apparso sul muro della scuola che generalmente ospita la propaganda elettorale, “nostra è la Chiesa” sembrano urlare gli insulti sul muro dell’Arcivescovado.
