Da quasi cinque anni, il volto della Madonna di Trevignano si sarebbe bagnato di lacrime di sangue il 3 di ogni mese, con folle di persone si radunano in preghiera sul luogo dove sorge la statua, alle porte del paese sul lago di Bracciano. Un fenomeno da prendere sul serio o frutto di suggestione, ancor più in tempo di crisi? “Speriamo che la Chiesa e il Vaticano prendano in mano la situazione e chiariscano”, afferma Claudia Maciucchi, sindaco di Trevignano Romano, intervenuta all’Adnkronos, sottolineando che “non cerchiamo alcuna notorietà, Trevignano Romano non ne ha bisogno, è già meta di tanti turisti.

Quanto alle attenzioni giornalistiche e mediatiche, “in paese non ci sono né scompiglio né disagi, tantomeno problemi di sorta, anche perché la statua si trova fuori dal paese, che quindi è coinvolto solo marginalmente”. La sindaca, secondo l’Adnkronos, ha precisato poi che “il terreno dove avvengono le presunte apparizioni è ad alto vincolo, è inserito nell’Ente Parco di Bracciano e Martignano, un luogo definito ‘Zona A di parco’ a tutela integrale e agricola di Prg, con il divieto assoluto di edificabilità e addirittura di calpestio per mezzi non legati all’agricoltura”.