Ha ottenuto la scarcerazione e potrà attendere il prosieguo dell’iter giudiziario tra le mura domestiche V.R., il giovane catanzarese arrestato lo scorso autunno con la pesante accusa di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha infatti disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.

La decisione del magistrato è giunta in accoglimento dell'istanza presentata dai legali dell'uomo, gli avvocati Pietro Mancuso e Stefano Nimpo. La difesa è riuscita a dimostrare come il quadro cautelare potesse essere riconsiderato alla luce di nuovi elementi, convincendo il giudice della mancanza di un "concreto addentramento" dell'indagato in circuiti criminali dediti allo spaccio professionale.

L'uomo, attualmente detenuto nel penitenziario di Paola, ha ammesso le proprie responsabilità, giustificando però l'attività illecita con un drammatico stato di necessità economica. Una confessione che il GUP ha valutato positivamente, non ravvisando il pericolo di una reiterazione del reato legata a strutture organizzate.

A pesare in modo decisivo sulla decisione del Tribunale non sono state solo le questioni tecniche, ma anche un significativo evento familiare. Il giudice ha infatti sottolineato come la nascita del figlio, avvenuta lo scorso 22 novembre — a meno di un mese dall'arresto — rappresenti un elemento di discontinuità rispetto al passato.

Secondo l'ordinanza, il tempo già trascorso in cella, unito alla nuova responsabilità di genitore, costituisce un segnale di resipiscenza. Per il magistrato, questi fattori lasciano presagire l'avvio di un "rinnovato e corretto stile di vita", rendendo i domiciliari una misura idonea a garantire le esigenze di giustizia senza sacrificare il legame con il neonato.