La deputata vibonese Dalila Nesci in rotta di collisione con i vertici nazionali del Movimento Cinque Stelle. Oggetto del contendere le mancate rendicontazioni. “Io mi ribello - esordisce - a questo appiattimento ridicolo del M5S che adesso fa delle rendicontazioni in denaro il suo argomento di distrazione di massa ‘dimenticandosi’ di fare il rendiconto politico delle responsabilità che ha sulla Calabria e non solo! Il Re è nudo. Ho fatto denunce contro la ‘ndrangheta figuriamoci se ho paura dei probiviri".

Quindi, la protesta: "Da questo momento in poi per protesta non rendiconterò più nella piattaforma del M5S: ho già provveduto a fare le prime donazioni di parte del mio stipendio ad associazioni sul territorio impegnate in attività culturali, diritti dei minori e assistenza ai malati di Sla in Calabria. Trovate tutti i miei bonifici dal 2013 ad oggi sul mio sito. Siamo diventati gli attori principali dell’ipocrisia ed è così che si uccide la speranza. Le rendicontazioni - aggiunge – dovevano essere un vanto, un’azione politica gioiosa da rilanciare per il suo significato politico simbolico. Ed invece viene tirato fuori come "clava" mediatica dai vertici del M5S per delegittimare i portavoce. In questa trappola sono caduti in tanti, anche in buona fede, che alimentano ‘non argomenti’ anziché vedere la trave che c’è negli occhi del M5S”.