Vibo, Luciano si scaglia contro Russo: «Offende per coprire le proprie inefficienze»
Il consigliere comunale di Azione, Stefano Luciano, ha letto «stupito» la replica che l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Vibo Valentia, Giovanni Russo, ha inteso formulare nei riguardi di «due autorevoli esponenti del mio partito», Domenico Barbieri ed Ilaria Cosentino.
«In particolare, con due distinte note, i rappresentanti del coordinamento cittadino di Azione hanno evidenziato alcune problematiche concrete ed attuali che interessano la nostra comunità: il guasto alla condotta idrica della scuola “Buccarelli” e la strada di accesso alla frazione di San Pietro, da un anno chiusa al transito. – ha detto in premessa - Le suddette problematiche sono state circostanziate da elementi di fatto inconfutabili ed in particolare, per quanto attiene il problema dell’acqua, si è fatto riferimento ad una comunicazione formale del dirigente scolastico del Plesso “Buccarelli”, quanto invece alla strada di San Pietro, chiusa ed impraticabile, è stata sufficiente la documentazione fotografica».
Dunque, «a fronte di problematiche così evidenti», l’assessore Russo ha replicato «senza smentire nel merito (né del resto avrebbe potuto) ma con invettive personali nei riguardi dei due esponenti politici colpevoli di avere “osato” mettere in discussione il proprio operato». Sul punto Luciano ha ricordato all’assessore Russo che «questa città è sprofondata nel degrado culturale ed amministrativo proprio a causa di una certa sub-cultura, da egli stesso interpretata nell’occasione, che non ammette il dissenso, che non conosce i contorni della democrazia, che personalizza la politica e la rende una lotta tra bande e che non ammette i propri limiti e le proprie responsabilità».
«È chiaro a tutti che la città abbia toccato il fondo con questa amministrazione soprattutto per via di un atteggiamento poco produttivo caratterizzato da una esasperazione verso la comunicazione fine a se stessa e mai accompagnata da fatti o risultati concreti. Un’amministrazione sempre rancorosa e incattivita nei riguardi dell’opposizione ed incapace di costruire percorsi di dialogo e condivisione produttivi per risolvere i problemi reali dei cittadini», ha continuato.
«È chiaro che vi è bisogno di una rinnovata classe politica che sappia condividere una piattaforma di valori troppo spesso trascurati quali la legalità, il rispetto verso ciò che è bene pubblico, la volontà di fare politica non per accrescere il proprio portafoglio ma per accrescere il bene collettivo e questa piattaforma di valori si può condividere a prescindere dalle posizioni ideologiche e dalle appartenenze di partito ed occorre sin da subito gettare le basi per la costruzione di queste alleanze valoriali e culturali; le uniche capaci di attuare quella rivoluzione che questa amministrazione non è riuscita ad attuare. Chi è fuori da questo schema è certamente negativo per la progettualità futura in quanto il rischio è quello di vedere, ancora una volta, per questa città solo negatività e mortificazioni», ha insistito Luciano.
Il consigliere comunale di Azione ha così invitato l’assessore Russo ad «alzare il livello della discussione e di abbandonare quei toni personalistici, trionfalistici ed inconsistenti che, non solo lui ma anche il sindaco Maria Limardo, ha più volte utilizzato per denigrare i propri avversari. Gli avversari, così come gli interlocutori politici, si rispettano sempre e comunque perché, in quanto rappresentanti del popolo, hanno il dovere di dare il buon esempio».
In definitiva il confronto ed il dialogo «devono avvenire sulle questioni concrete che interessano la città e sul punto, l’assessore Russo deve accettare i dati oggettivi: la mancata consegna del teatro, la mancata realizzazione della scala mobile, la mancata realizzazione del sottopasso a Vibo Marina, la mancata messa in sicurezza della scuola di Porto Salvo, con il paradosso dei soldi spesi per avere una scuola inagibile, lo sperpero di denaro pubblico per la strada di Longobardi, più volte franata e chiusa al transito, la mancata risoluzione del torrente Sant’Anna, la mancata ristrutturazione ed apertura dei mercati generali, la mancata messa in sicurezza del territorio con conseguente sblocco dell’edilizia, la mancata apertura della piscina comunale ed ancora tanto altro riconducibile ai lavori pubblici che si omette di elencare per ragioni di spazio».
In conclusione, le questioni poste «hanno natura oggettiva e sbaglia l’assessore Russo quando, per coprire le proprie inefficienze, offende la dignità delle persone, che fa parte di quella piattaforma senza la quale non si può costruire un futuro migliore».
