Papa Francesco incontra le donne che si sono ribellate alla 'Ndrangheta
Papa Francesco ha accolto oggi in udienza, presso il Vaticano, un gruppo di coraggiose donne nate e cresciute in ambienti contaminati dalla presenza della criminalità mafiosa. Queste donne hanno compiuto la coraggiosa scelta di sfuggire a questo oscuro contesto, una decisione che il Pontefice ha benedetto e incoraggiato con parole di sostegno. Egli ha riconosciuto che in questo cammino verso la libertà, le donne possono affrontare momenti di paura e smarrimento, che sono perfettamente normali in situazioni così difficili. In questi momenti di difficoltà, il Papa ha consigliato loro di rivolgersi al Signore Gesù e immaginare la Sua presenza costante al loro fianco. Ha sottolineato che non sono sole e ha incoraggiato le donne a perseverare nella loro lotta.
Il Papa ha offerto un prezioso suggerimento: portare sempre con sé un piccolo Vangelo e leggerne un brano ogni giorno in modo tranquillo. Questa pratica può aiutare a sentirsi in compagnia di Gesù e dei Suoi discepoli, rendendo reale la Sua presenza nelle loro vite quotidiane. Papa Francesco ha sottolineato che la croce di Gesù dà senso alle difficoltà che queste donne affrontano, e la Sua risurrezione offre speranza per un futuro migliore.
Il Papa si è anche impegnato a fornire copie del Vangelo alle donne attraverso don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, il quale è stato presente all'udienza. Questo gesto simbolico rappresenta un segno tangibile del supporto e dell'incoraggiamento del Papa verso queste donne coraggiose.
Don Luigi Ciotti, nel commentare l'incontro con Papa Francesco, ha espresso profonda emozione e riconoscenza per l'opportunità di portare avanti la causa di donne che hanno deciso di rompere con codici culturali millenari basati sulla violenza e sulla minaccia. Queste donne chiedono aiuto per uscire dal ciclo mafioso e desiderano proteggere le vite dei loro figli da un futuro segnato dalla criminalità. La loro ribellione è un atto di coraggio e consapevolezza, un rifiuto delle norme culturali che relegano le donne a ruoli subordinati.
Don Luigi Ciotti ha sottolineato che grazie a queste donne, sta emergendo un movimento sotterraneo di cambiamento. Esse cercano di recuperare la libertà, la vita e la dignità che le mafie hanno loro negato. Questa è una rottura culturale, un'azione che indebolisce il potere mafioso dall'interno. Molte di queste donne devono persino cambiare il loro nome per proteggersi da possibili ritorsioni.
Queste donne chiedono libertà e giustizia, e don Luigi Ciotti ha concluso affermando che la libertà è strettamente connessa alla giustizia e alla solidarietà. Il loro coraggio è un segno di speranza che il cambiamento sia possibile e che possano costruire una vita migliore per sé stesse e le loro famiglie.
