Il turismo a Tropea non arriva con le parole, l'Asalt chiede un incontro: basta con i soliti errori
L'associazione degli albergatori scrive alla commissione: segnalate le criticità e dubbi anche sulla gestione dei proventi della tassa di soggiorno
Il turismo non si fa con le parole e i proclami. Ma chiama ognuno a fare la sua parte. E chi lavora a Tropea questo lo sa bene e le maniche ha deciso di rimboccarsele, per evitare di cadere ogni anno negli stessi errori. Così, l'Asalt, l'associazione degli albergatori di Tropea ha preso carta e penna e ha scritto alla commissione straordinaria, presieduta da Salvatore Fortuna, per chiedere un incontro urgente per la programmazione dell'estate 2018, con l'obiettivo di avviare "il confronto sulle problematiche insolute da affrontare con urgenza".
La lettera. In questa direzione, a seguito dell'assemblea dei soci, il presidente Asalt Massimo Vasinton ha scritto alla commissione. "L’Asalt, pur delusa dall’esperienza passata – scrive - ritiene di dover perseverare lungo la strada del dialogo, dunque, di continuare ad offrire il proprio contributo fattivo iniziando dall’evidenziare alcune delle più gravi problematiche che non vorremmo si riproponessero anche nella prossima stagione. Del tutto superfluo sottolineare come la stagione turistica 2018 inizierà a marzo, ragion per cui non c’è tempo da perdere, pena farsi trovare ancora una volta impreparati ad accogliere in modo appropriato e confacente alle altissime aspettative, le migliaia di turisti che inizieranno ad arrivare già in primavera".
Le criticità. Insomma, "vista la situazione e i risultati non proprio lusinghieri inanellati lo scorso anno, siamo molto preoccupati per il futuro". Sono preoccupati, quindi e per questo Vasinton sottolinea che gli imprenditori del comparto non vorrebbero "che la problematica del lungo mare si riproponesse in tutta la sua drammaticità, che perdurassero i problemi legati alla qualità e alla quantità dell’acqua pubblica, che si riproponessero criticità sul fronte della depurazione, che la strada del Carmine – una delle principali arterie di comunicazione interne - rimanesse nel noto stato in cui si trova da anni, che il centro storico continui ad essere un autentico far west dove vige la legge del più forte e del più furbo senza che chi di dovere si adoperi per far rispettare le regole necessarie a garantire una sana convivenza civile e a render la città fruibile da parte delle centina di migliaia di turisti che ci onorano con la loro presenza". In tal senso, prosegue, "la preziosa esperienza e la consapevolezza del territorio che avete acquisito, potrebbero sicuramente agevolare la risoluzione di tali problematiche a patto che le stesse vengono affrontate con tutt’altro spirito e tempismo".
La tassa. Perplessità, quindi, sollevano sulla gestione dei proventi della tassa di soggiorno e per questo segnalano "il nostro malessere in merito alla gestione tutt’altro che trasparente dei proventi della tassa di soggiorno, un’entrata molto significativa che, se venisse gestita in modo oculato e in conformità al suo scopo, potrebbe favorire la risoluzione di tantissime problematiche e farci recuperare quel gap in termini di servizi che ci rende meno interessanti rispetto ad altre blasonate mete turistiche". A tale scopo, chiosano "apprezzeremmo moltissimo un’analitica rendicontazione sui ricavi e sulle spese finanziate negli ultimi anni con tale entrata vincolata. Vorremmo essere finalmente coinvolti nella gestione di tale imposta e ci avvarremo di ogni strumento lecito per fare in modo che la stessa venga utilizzata conformemente al dettato legislativo. In questo non faremo sconti e riteniamo che Voi, quali organi dello Stato chiamati a ripristinare la legalità, vi dobbiate distinguere dalle passate gestioni". Queste dunque le questioni su cui chiedono che venga avviato il confronto e Vasinton, infine, informa che "alla riunione parteciperà una delegazione dell’Asalt e, inoltre, una rappresentanza di Federalberghi e Confindustria che, ovviamente, condividono le nostre preoccupazioni".
