Vibo, Pd: "Debiti fuori bilancio nascosti per il mutuo sul teatro"
"Debiti fuori bilancio nascosti per il mutuo del teatro". L'anomalia portata davanti alla Corte dei conti. E' quanto hanno fatto i consiglieri comunali del Pd Giovanni Russo e Pasquale Contartese.
"Nell'ultimo consiglio comunale, è emerso, in modo palese, il piano di questa maggioranza - si legge in una nota congiunta dei due esponenti dei democratici - ordito circa tre mesi fa, al momento dell'approvazione di un bilancio consuntivo. Oggi, alla luce dei fatti, possiamo dire che quel consuntivo, che abbiamo provveduto a segnalare alle autorità preposte, è stato depurato da tutti i debiti dell'ente ed approvato perché ciò era strumentale al mutuo per il completamento del teatro comunale, passato tramite la variazione di bilancio".
Lunedì scorso le loro convinzioni sono state rafforzate dalla contestuale approvazione di un debito fuori bilancio relativo alla tassa rifiuti regionale per conferimento in discarica 2016.
"Questa tassa, com’è confermato dai documenti, era nota all'ente, e in
particolar modo alla dirigente Ambiente e Bilancio, dall'aprile 2017, cioè
dal mese prima dell'approvazione del conto consuntivo. Quindi - affermano Russo e Contartese - il debito, di oltre 900mila euro, avrebbe dovuto essere contabilizzato nell’anno 2017.* Col riconoscimento, nell’anno 2018, l’Amministrazione, ha eluso le regole della contabilità armonizzata e i vincoli di finanza pubblica. Se , invece, fosse stata scelta la via indicata dalla normativa vigente, la maggioranza avrebbe dovuto optare per il piano di rientro. Questo non avrebbe consentito l’accensione di mutui".
Ecco perché, "in quattro giorni, nel maggio scorso, la Giunta è passata da un consuntivo contenente un piano di rientro a un consuntivo
"normalizzato"". Le anomalie non finiscono nemmeno qui, perché "anche la rateizzazione del debito per tassa rifiuti è in violazione di legge, precisamente del Tuel art 194 che non consente di impegnare l’amministrazione per cinque anni con debiti fuori bilancio ma al massimo per tre. Dunque non è questione se un'opera pubblica debba essere ultimata. Siamo tutti a favore dell’ultimazione del teatro, così come di ognuna delle tante opere pubbliche ferme. Questo è un falso problema. La domanda che bisogna porsi è: può la maggioranza calpestare le leggi pur di realizzare i suoi scopi? Certo che no, ma così è stato fatto".
