Due ladri intrappolano il parroco in canonica, rubate le offerte dei fedeli
Lui, don Rodrigo Limeira, non voleva dire niente. «Non è successo nulla, un furterello. In Brasile, dove sono nato io, succede ben di peggio purtroppo». Ma poi si sa, le voci girano, i fedeli commentano, e i carabinieri di fronte alla chiesa non passano inosservati. Così, domenica scorsa, il parroco della chiesa del Sacro Cuore di Asti è stato costretto a vuotare il sacco, durante l’omelia. «Sì, è vero, sono venuti i ladri in canonica. Mi hanno derubato. Hanno portato via le vostre monetine, le offerte raccolte per il Mercoledì delle Ceneri. Ma guardatemi: sto bene, non mi è successo niente. Sono ancora vivo».
A raccontare quanto avvenuto ad Asti è il quotidiano La Stampa.
Il prete è stato chiuso a chiave, intrappolato nella sua stanza. Senza fare rumore, don Rodrigo si è alzato e si è avvicinato alla porta. «Dalla fessura della serratura - racconta - ho visto giusto due ombre. Avevano una pila, ho intravisto i bagliori». I banditi hanno rovistato nelle stanze e arraffato le poche cose che c’erano nell’alloggio. «Non so che cosa pensassero di trovare. Chissà, alle volte la gente immagina che i sacerdoti abbiano delle fortune in casa. Ma non è così. Noi poveri preti abbiamo poche cose da offrire ai fedeli, ancor meno ai ladri». Già, pensavano di trovare un lauto bottino. Invece si sono dovuti accontentare di una manciata di denaro. Le monetine raccolte in occasione del Mercoledì delle Ceneri. Sai che bottino. Poi, insoddisfatti, hanno anche cercato di arraffare qualcosa nel bar dell’oratorio, alle spalle della chiesa. Incuranti anche lì delle telecamere.
Intanto, scrive ancora il quotidiano torinese, indagano i carabinieri. Gli investigatori hanno acquisito le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza per cercare indizi. Nei video compaiono delle figure, due o forse tre ladri. «Non volevo dire niente, ma poi la gente ha saputo, così sono stato costretto a raccontare il fatto durante la messa, al termine dell’omelia domenicale. Giusto per rassicurare tutti che non mi è successo niente».
