Bare date alle fiamme nel Vibonese, la moglie dell'indagato: "Schiavo di tutti perchè onesto"
Prosegue a Tropea l'inchiesta sulle bare estumulate e date alle fiamme nel cimitero che ha condotto la scorsa settimana a tre arresti. Nel Comune c'è grande tensione tanto che il sindaco ha convocato per oggi la maggioranza e soprattutto gli assessori per fare il punto sull'amministrazione in carica da oltre due anni e mezzo. Nel frattempo emergono alcuni dettagli legati all'inchiesta delle Fiamme Gialle e coordinata dalla Procura di Vibo. Intanto la moglie di Francesco Trecate (difeso dall'avvocato Giuseppe Di Renzo) ha pubblicato nei giorni scorsi un post su Facebook ripreso stamane dalla Gazzetta del Sud: "Mio marito non è un mostro-ha scritto la donna - è caduto in un tunnel ma la sua famiglia lotterà per la verità". Una famiglia "onesta e con la schiena dritta" sulla quale "nessuno si è mai degnato di dire una parola". Durissimo il commento contro l'amministrazione: "Tu (riferito al marito) umile operaio usato da tutti come un giocattolo, sei stato schiavo di tutti per la tua onestà".
