Centri di permanenza e rimpatrio, Roberto Occhiuto va controcorrente
Dal presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini era arrivata una bocciatura all'idea del governo dei Centri di permanenza e rimpatrio in ogni Regione. Un no secco era venuto dal governatore della Toscana di Eugenio Giani. Anche Luca Zaia, dal vicino Veneto, aveva precisato: "Nessuno mi ha detto nulla su questa iniziativa". Polemico pure Vincenzo De Luca, dalla Regione Campania: "Non abbiamo capito ancora cosa voglia realizzare il Governo, quindi siamo nell'impossibilità di esprimerci".
Diversa la posizione del presidente della Liguria Giovanni Toti: "Ho già dato a Piantedosi la disponibilità a collaborare per dare un'ordinata risposta a una crisi che non è risolvibile in pochi giorni e neppure esclusivamente a livello nazionale", ha detto, anticipando la sua disponibilità a realizzare anche nella sua regione un centro rimpatri. "I Cpr - ha aggiunto - hanno molto senso se aumentano gli accordi di rimpatrio, sono importanti, ma lo sono tanto quanto saremo in grado di attivare accordi di reimmissione degli immigrati negli Stati d'origine. Al momento riportiamo i cittadini solamente in Tunisia, Egitto e Nigeria ed è una piccola parte di coloro che arrivano".
Anche dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto è arrivata un'apertura. "Giudico positivamente le decisioni sull’immigrazione che sta assumendo il Governo, contenute all’interno di una cornice europea, per regolare l'accoglienza ma anche per estendere la possibilità di permanenza fino a 18 mesi per procedere con il rimpatrio di coloro che non hanno diritto alla protezione internazionale. Ma questo, vista anche l’emergenza delle ultime settimane, è il tempo della responsabilità da parte di tutti i territori. Se il governo vorrà aprire uno di questi Centri in Calabria non mi opporrò, e mi auguro che anche nel resto del Paese nessuno si tiri indietro".
