Impiantato su tre giovani diabetici un sensore per il monitoraggio della glicemia
Gli inserimenti sottocutanei dei sensori sono stati eseguiti a Lamezia adottando una tecnica che evita anche la formazione di cicatrici
Grazie all’attiva collaborazione tra l’unità operativa Diabetologia dell’Asp di Catanzaro, diretta dal dottore Raffaele Mancini, e l’Unità operativa Chirurgia generale del presidio ospedaliero di Lamezia Terme, diretta dal dottore Manfredo Tedesco, è stato possibile impiantare il sensore sottocutaneo “Eversense” per la misurazione continua della glicemia in tre giovani diabetici di tipo 1.
Niente cicatrici. Gli inserimenti sottocutanei dei sensori sono stati eseguiti dal dottore Manfredo Tedesco e dal suo collaboratore dottore Giuseppe Bruzzese, i quali, adottando la tecnica della sutura intradermica, hanno evitato la formazione di cicatrici nelle sede dell’incisione. I giovani diabetici sono poi stati ricontrollati dall’Unità operativa di Diabetologia, che ha riscontrato il buon funzionamento del sistema di monitoraggio continuo della glicemia. Hanno seguito le procedure di impianto anche la Unità operativa di Pediatria di Lamezia Terme, con il direttore dMimma Caloiero e la caposala Marilù Verso ed il team diabetologico dell’ambulatorio di transizione con l’infermiera Luigia Milano e la dietista Rosa Proganò.
Eversense. In Italia circa 300 diabetici di tipo 1, insulinodipendenti, sono seguiti con il sistema sottocutaneo di monitoraggio continuo della glicemia, definito “Eversense”.
“La misurazione continua della glicemia - sistema conosciuto come Cgm (continuos glucose monitoring) - ha affermato il dottore Mancini - è finalizzata ad un miglior controllo della glicemia stessa, in quanto consente di prevenire più facilmente le crisi ipoglicemiche ed i picchi iperglicemici”. Tra i vari sistemi di monitoraggio continuo della glicemia - spiega il direttore di Diabetologia - va annoverato anche quello con inserimento dei sensori sottocutanei, non evidenti dall’esterno della cute, che oggi abbiamo posizionato su tre nostri pazienti grazie alla fattiva collaborazione dei nostri chirurghi. Così la nostra Asp - conclude il dottore Mancini - grazie a questa sinergia tra medicina del territorio ed ospedale, è ancora una volta pronta a recepire l’innovazione tecnologica in materia di cure del diabete mellito”.
