"Chi ama Vibo e non solo a parole scenda in campo", è tempo di indignarsi
Dopo il raid vandalico in località Cofino l'appello del Sistema bibliotecario che insieme ad associazioni e cittadini domani dà appuntamento per dire no alla violenza e all'indifferenza
È una chiamata a raccolta ai vibonesi "che non solo a parole ribadiscono l’amore verso la città ed il suo patrimonio". L'appuntamento è per domani 30 gennaio alle ore 11 nello spazio antistante all'area archeologica della località Cofino, per un incontro pensato con l’intento di testimoniare concretamente l’interesse e l’amore dei vibonesi per le testimonianze archeologiche, storiche, artistiche della città e per condannare in maniera forte e decisa le mani ignote che hanno voluto gravemente danneggiare la copertura protettiva dell’area sacra di età greca che dopo anni di scavi e di lavoro stava per essere restituita al parco archeologico della città.
In campo. Questa, dunque, la risposta ai vandali che continuano impunemente a deturpare ed aggredire questa martoriata città. L’idea di una “chiamata a raccolta” è venuta ad un gruppo di associazioni che, con la regia del Sistema bibliotecario vibonese, hanno pensato di dare un segno tangibile alla sdegno suscitato da quest’ultimo atto vandalico. E così, la delegazione Fai di Vibo Valentia, l’associazione Mnemosyne, l’Accademia dei bibliofili, l’associazione Civitas e la sezione vibonese dell’Accademia Templare, hanno lanciato un appello dall’emblematico slogan: “Nonostante tutto noi crediamo in questa città, la amiamo e ci ribelliamo contro tutti coloro che vorrebbero distruggerne la memoria… ”.
Il raid vandalico e le reazioni. “L’impatto visivo, la mattina del 24 gennaio, è stato devastante – ricorda Gilberto Floriani – ha lasciato tutti, ma proprio tutti, senza parole. Le immagini che è stato possibile vedere sul web sono piuttosto eloquenti. Il danno procurato è ingente, non soltanto nei confronti della struttura, del lavoro svolto da maestranze, archeologi, restauratori, ma soprattutto verso quei Vibonesi perbene che aspettano da molto, troppo tempo, di fruire degnamente di tutti i beni archeologici, storici, paesaggistici, sparsi per la città, e che vedono impegnati e spesi, per la loro fruizione, i propri soldi, anche quelli delle persone che hanno vandalizzato, con ferocia inaudita, la copertura del tempio”. Un gesto che ha suscitato nella delegazione Fai di Vibo Valentia “sdegno e condanna inequivoca per simili crimini”. Teresa Saeli, capo Delegazione ha rivendicato “il diritto di appartenere ad una Comunità onesta, rispettosa della convivenza civile e non ad una realtà violenta e priva di ogni remora morale e civile”. Dal canto suo, Maurizio Bonanno, portavoce della delegazione Fai e direttore della sezione vibonese dell’Accademia Templare, denuncia come questa città dalla storia millenaria sia da troppo tempo “invasa da orde barbariche che la deturpano e ne offendono la storia ipotecandone il futuro”. E lancia un appello ai “Vibonesi, quelli veri, quelli che sono tali non per diritto di nascita ma per diritto di cittadinanza, cittadinanza attiva: si armino delle armi più forti e taglienti, le armi della cultura, della storia millenaria, le armi della parola e della denuncia, lontano da silenzi che diventano connivenza”. Una città, conclude Giuseppe Collia, presidente della neo costituita associazione numismatica "non può essere condannata a rimanere nell' ignoranza, soltanto perché le persone vocate alla cultura sembrerebbero in minoranza così la diamo vinta a chi vuole che questa terra rimanga arida, senza storia, quindi senza presente e senza un futuro”.
L'appello. L’incontro promosso dalle associazioni ha carattere informale, è aperto alla partecipazione di tutte le persone di buona volontà e soprattutto ai giovani affinché – ribadiscono gli organizzatori – “acquistino consapevolezza e diventino cittadini migliori di quelli attuali, più capaci di tutelare e valorizzare l’eredità del passato”.
