La storia di Francesco, tra diritti negati e difficoltà a Vibo Valentia
Francesco è un giovane di 24 anni, affetto da una rara patologia che ha compromesso gravemente il suo sistema nervoso, portandolo a soffrire di un ritardo psicomotorio. Nato e cresciuto a Vibo Valentia, Francesco ha affrontato numerose battaglie sin dalla nascita. I medici lo definirono un caso “non meglio specifico”, sottolineando la complessità della sua condizione. Nonostante ciò, con la dedizione e l'amore incondizionato dei genitori, Mariarosaria e Massimo, Francesco ha superato molte difficoltà, ma oggi la sua famiglia si trova ad affrontare un'altra sfida: il diritto negato a un futuro dignitoso per il loro figlio. La loro storia è stata raccontata dal Quotidiano del Sud.
Il "Progetto di Vita" è uno strumento previsto dalla legge 328, la legge quadro per le disabilità gravi, che mira a garantire alle persone disabili un percorso personalizzato di assistenza e inclusione sociale. Tuttavia, con il raggiungimento della maggiore età, Francesco si è visto precluso l'accesso a questo progetto, condizione che ha scatenato la preoccupazione dei suoi genitori. "Francesco non può stare da solo," raccontano Mariarosaria e Massimo, esprimendo la loro profonda frustrazione. "Nonostante abbia diritto al Progetto di Vita, ci è stato detto che, essendo maggiorenne, non può più accedervi".
Oltre ai problemi di assistenza, la famiglia di Francesco deve confrontarsi con la complessità burocratica legata alla compartecipazione alle spese per la cura del figlio. La Regione Calabria prevede che le famiglie debbano partecipare economicamente al sostentamento delle cure solo in determinate condizioni di reddito. Tuttavia, secondo Mariarosaria, anche questa procedura è difficile da gestire. "Ogni passo è complicato. Ci troviamo a dover affrontare lunghe attese e procedure amministrative che non sempre tengono conto della reale urgenza delle situazioni".
L'ultimo Progetto di Vita approvato per Francesco non è stato rinnovato, e la famiglia si ritrova ora in un limbo, con un futuro incerto. "Siamo rimasti senza alcuna guida o supporto", afferma la madre. "Non possiamo sostenere da soli tutto questo, ma le istituzioni sembrano sorde alle nostre richieste", ha raccontato al Quotidiano del Sud.
Il caso di Francesco e dei suoi genitori rappresenta una situazione che purtroppo non è isolata. Molte famiglie italiane, specialmente in regioni come la Calabria, si trovano ad affrontare le stesse difficoltà quando si tratta di garantire una vita dignitosa ai propri figli disabili. L’accorato appello di Mariarosaria e Massimo non è solo per ottenere il sostegno di cui Francesco ha diritto, ma anche per richiamare l’attenzione su una più ampia mancanza di professionalità e organizzazione nei servizi dedicati alla disabilità.
Il caso di Francesco solleva interrogativi importanti sul sistema di assistenza alle persone disabili in Italia. È urgente una riflessione sul modo in cui vengono applicate le normative esistenti e sul supporto che le famiglie dovrebbero ricevere, soprattutto quando i loro figli raggiungono la maggiore età.
