Il turismo italiano del 2026 viaggia a due velocità. Da un lato le grandi metropoli e i poli produttivi del Nord, dove la spesa per i viaggi raggiunge vette importanti; dall'altro le aree periferiche e il Mezzogiorno, che mostrano budget decisamente più contenuti. A scattare questa fotografia è l'ultima analisi del tour operator Vamonos-Vacanze.it, che ha incrociato i dati Istat, Banca d'Italia ed Eurostat.

Al vertice della classifica nazionale della spesa pro capite troviamo città come Torino (1.725 euro) e Modena (1.698 euro), seguite dalle grandi città metropolitane che confermano la loro forza economica: Milano guida il gruppo delle "big" con 1.672 euro, seguita da Roma (1.600 euro), Bologna (1.591 euro) e Firenze (1.499 euro).

Il primato della parsimonia: Vibo Valentia in fondo al ranking

Se le province del Nord trainano i consumi turistici grazie a redditi più elevati e una maggiore propensione ai viaggi internazionali, il Sud presenta cifre molto distanti. In cima alla classifica della "parsimonia" troviamo infatti Vibo Valentia, che si attesta come la provincia italiana con la spesa pro capite più bassa: solo 1.105 euro.

Un dato, quello vibonese, che condivide il fondo della classifica con la siciliana Agrigento (1.114 euro) e che riflette un modello di consumo basato spesso su soggiorni più brevi o presso parenti, tipico delle aree a minore densità urbana e con una popolazione più anziana.

La Calabria tra divari interni e segnali di crescita

Analizzando il resto della Calabria, emerge una regione che fatica a risalire la china della spesa turistica, pur con alcune differenze interne: Catanzaro è la provincia calabrese "più spendacciona" con 1.264 euro pro capite, Cosenza si attesta su una media di 1.252 euro, Reggio Calabria registra una spesa di 1.228 euro mentre Crotone si posiziona quasi al livello di Vibo, con appena 1.128 euro pro capite, entrando di diritto nella "top 10" dei budget più bassi d'Italia.

Non solo reddito: il fattore "Single Urbano"

Secondo gli esperti di Vamonos-Vacanze.it, la differenza non è dettata esclusivamente dal portafoglio. Nelle grandi città come Milano, Roma o Bologna, incide pesantemente la densità urbana e l'alta presenza di single. «Il single urbano tende a viaggiare meno volte, ma con una spesa più alta per singolo viaggio», spiegano gli analisti del tour operator. Al contrario, nelle province interne e calabresi, prevalgono modelli di consumo differenti, legati a destinazioni nazionali e a una gestione del budget più oculata.

Le prospettive per il 2026

Nonostante il distacco tra i 1.105 euro di Vibo Valentia e i quasi 1.700 di Milano e Roma, c'è ottimismo per il futuro. Il turismo è ormai percepito come un bisogno primario di benessere in tutta Italia. Le proiezioni per l'anno in corso indicano che la crescita maggiore della spesa arriverà proprio dalle province medio-piccole, dove il turismo di gruppo diventerà la chiave per rendere i viaggi più accessibili anche a chi dispone di budget ridotti.