Un passaggio dell’udienza ha trasformato il processo Hydra da confronto giudiziario sulla presunta “mafia a tre teste” a caso politico-istituzionale. Davanti al Tribunale di Milano, la pm della Dda Alessandra Cerreti ha parlato apertamente di un “corto circuito politico” interno al Comune di Abbiategrasso, soffermandosi sul doppio ruolo dell’avvocato Francesco Catania, consigliere comunale di maggioranza di Forza Italia e difensore dell’imputato Diego Cislaghi.

Il riferimento è alla costituzione di parte civile del Comune di Abbiategrasso nel procedimento nato dall’inchiesta Hydra sulla presunta presenza in Lombardia di una struttura mafiosa composta, secondo l’accusa, da esponenti di ’ndrangheta, camorra e cosa nostra. Alla richiesta del Comune si era opposta la difesa Cislaghi, rappresentata proprio da Catania, sostenendo la tardività della costituzione e l’assenza di reati consumati sul territorio comunale.

“La duplice veste assunta dall’avvocato Catania dà atto di un corto circuito politico all’interno del Comune di Abbiategrasso”, ha dichiarato in aula la pm Cerreti, ricordando anche la sospensione dell’ente da Avviso Pubblico per inattività sul tema antimafia.

La replica è arrivata dal legale del Comune, l’avvocato Garagiola, che ha difeso la legittimità della costituzione di parte civile sostenendo l’esistenza di un danno all’immagine per Abbiategrasso a causa dell’esposizione mediatica legata all’inchiesta Hydra.

Nel corso dell’udienza la pm ha affrontato anche la posizione di Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, arrestato in Colombia dopo un periodo di latitanza. Cerreti ha definito “totalmente infondate” le eccezioni sulla mancata notifica dell’udienza preliminare e sull’indeterminatezza del capo d’imputazione.

La prossima udienza è fissata per il 18 giugno, quando il tribunale dovrà pronunciarsi sulla competenza territoriale e sulle questioni preliminari sollevate dalle difese.