Rapporto con l'Anac, la replica della Regione alla Cisal: "Accuse strumentali
Dopo le critiche lanciate dal sindacato Csa-Cisal all’Amministrazione regionale uscente accusata di lasciare in eredità una “brutta grana”, relativa al rapporto con l’Autorità anticorruzione nazionale (ANAC) arriva la replica della Regione Calabria che in un comunicato stampa ripercorre a ritroso le vicenda e poi risponde punto per punto al sindacato. "Il richiamo alle suddette vicende - si legge in un comunicato stampa della Regione Calabria - serve in realtà al CSA-CISAL ad introdurre quella che è la novità contenuta nell’articolo, la notizia “scoop”( la “ciliegina sulla torta” la si definisce appunto) e cioè il fatto che l’Amministrazione Oliverio sarebbe stata inadempiente rispetto all’approvazione del Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza che la Giunta avrebbe dovuto approvare entro il 31 gennaio 2019, come previsto dalla legge nazionale e dallo stesso Piano triennale regionale attualmente vigente. Su questo e solo su questo, si fa notare che, per l’ennesima volta, il citato sindacato interviene in maniera strumentale e poco onesta da un punto di vista intellettuale. Com’è facile rilevare dalla lettura dello stesso articolo, infatti, non può sostenersi che la proposta di aggiornamento del Piano triennale anticorruzione 2020-2022 sia stata inviata “tempestivamente” il 29 gennaio dal Responsabile regionale, se il termine per l’approvazione da parte della Giunta regionale è fissato solo due giorni dopo, cioè al 31 gennaio".
"Già in una situazione di ordinaria amministrazione - prosegue la nota - è velleitario pensare che un atto di questa portata possa essere approvato in 48 ore (tenuto conto, tra l’altro, che il Piano deve essere preventivamente pubblicato per la pubblica consultazione per 15 giorni sul sito istituzionale della Regione), figuriamoci poi nell’attuale fase di transizione verso il nuovo Governo regionale in cui l’ultima seduta della Giunta uscente si è tenuta il 21 gennaio. Senza dire, inoltre, che l’approvazione di un provvedimento così importante ed a carattere programmatorio sarebbe stata irrispettosa nei riguardi della nuova Giunta regionale. Si aggiunga, infine, che l’ ”atto” di cui si parla consiste nell’invio da parte del citato responsabile regionale, attraverso PEC del 29 gennaio, di un semplice documento di testo in formato world e non di una vera e propria proposta di deliberazione che, a norma del disciplinare interno, deve essere presentata in formato cartaceo provvisto della firma dello stesso Responsabile e, quindi, in ogni caso non poteva essere tecnicamente portato all’esame della Giunta. Alla luce di quanto sopra detto - conclude il comunicato - l’accusa di inadempienza per la mancata approvazione del Piano triennale anticorruzione 2020-2022, rivolta dal sindacato CSA-CISAL, si appalesa destituita di ogni fondamento.

