Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, nella persona del presidente Giuseppe Valea, in accoglimento delle argomentazioni prospettate dagli avvocati Sergio Rotundo e Giuseppe Torchia, ha parzialmente annullato l’ordinanza emessa nei confronti dell’imprenditore Francescantonio Anello dal Gip del Tribunale di Catanzaro con esplicito riferimento al reato di associazione - ex articolo 416 bis - e ai reati di estorsione, escludendo per gli stessi l’aggravante mafiosa nei confronti di Anello, accusato di essere partecipe dell’ipotizzata associazione per delinquere di stampo mafioso Anello-Fruci.

Il 30enne di Filadelfia, figlio di Rocco Anello, coinvolto nell’operazione “Imponimento” condotta dalla Dda di Catanzaro, rimane comunque detenuto presso la Casa circondariale di Siano in quanto resta confermata l’ordinanza cautelare per gli altri capi di imputazione.

I procuratori hanno in ogni caso manifestato apprezzamento per la circostanza che il collegio del riesame abbia condiviso le ragioni argomentate dirette all’esclusione dell’associazione per delinquere e dell’aggravante di mafia ex art. 416 bis. 1 c.p.