La comunità reggiana si è recentemente trovata a contemplare un atto di generosità che ha toccato le corde più profonde dell'umanità. Ivan Bertolini, conosciuto non solo come autista di autobus di linea ma anche come storico volontario della Croce Arancione, ha lasciato un'eredità duratura destinata alla sanità locale. Il suo gesto, immortalato in un testamento olografo, ha lasciato un'impronta indelebile sul sistema sanitario di Reggio Emilia e Montecchio Emilia.

Come espressamente desiderato da Bertolini, la somma considerevole di 300.000 euro è stata devoluta alla sanità reggiana. Metà di questa somma è stata destinata all'Ospedale Franchini di Montecchio Emilia, mentre l'altra metà è stata assegnata al CORE, il centro oncologico di Reggio Emilia. Questi ospedali, fulcri della cura e del supporto per i malati e le loro famiglie, beneficeranno delle generose donazioni di Bertolini per migliorare ulteriormente i loro servizi e le loro strutture.

La notizia della donazione è stata accolta con gratitudine dall'AUSL di Reggio Emilia, che ha elogiato la sensibilità e la generosità di Bertolini. L'AUSL sta ora valutando come utilizzare al meglio i fondi donati per migliorare ulteriormente i servizi sanitari offerti alla comunità.

Ma l'atto di generosità non si ferma qui. Un ex dirigente dell'AUSL, desiderando rimanere anonimo, ha donato la somma di 50.000 euro all'azienda sanitaria locale. Questa donazione sarà destinata a migliorare diversi settori chiave, tra cui l'area della marginalità adulta, l'accoglienza in pronto soccorso, la neuropsichiatria infantile e il supporto alla famiglia straniera. Inoltre, una parte dei fondi sarà destinata al centro diurno Aida, un'importante risorsa per gli adolescenti in difficoltà.