corte appello catanzaro
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Nuovo passaggio giudiziario nell’ambito del maxiprocesso “Rinascita Scott”. La Corte d’Appello di Catanzaro ha definito la posizione di 29 imputati nel giudizio d’appello bis, disposto dopo l’annullamento con rinvio da parte della Corte di Cassazione.

Tra le condanne più elevate figurano quelle di Domenico “Mommo” Macrì, condannato a 15 anni e 2 mesi di reclusione, e di Francesco Antonio Pardea, a cui sono stati inflitti 14 anni e 8 mesi. Le pene risultano ridotte rispetto al precedente giudizio d’appello, nel quale Macrì era stato condannato a 19 anni e Pardea a 20 anni.

La revisione delle condanne è arrivata dopo la decisione della Suprema Corte che, lo scorso anno, aveva escluso l’aggravante relativa al reimpiego dei proventi illeciti, incidendo così sulla quantificazione delle pene per diversi imputati.

Entrambi risultano tra i soggetti che, nei mesi precedenti, erano stati scarcerati in seguito al venir meno delle misure cautelari dopo la pronuncia della Cassazione, in attesa del nuovo giudizio di merito.

Secondo le ricostruzioni dell’impianto accusatorio, Macrì e Pardea sarebbero stati indicati come figure inserite nel contesto delle articolazioni criminali attive nel Vibonese, in particolare nell’area del capoluogo e delle zone limitrofe, dove si sarebbero sviluppate dinamiche di controllo del territorio e attività illecite.

Il procedimento “Rinascita Scott” bis rappresenta uno dei segmenti più complessi del maxi-processo antimafia, che continua a registrare rideterminazioni di pena dopo i rinvii disposti in sede di legittimità.