Una cinquantina di lavoratori hanno presidiato  la sede vibonese  del Mps. Alcuni si sono incatenati chiedendo il pagamento delle mensilità arretrate

di MIMMO FAMULARO

Hanno lasciato i locali della filiale del Monte Paschi siena di Vibo Valentia dove protestavano da questa mattina i lavoratori dell'amministrazione provinciale. La decisione,  dopo la riunione con la direzione centrale del Monte Paschi a cui ha partecipato il vicepresidente di palazzo "itonto Pasquale Fera, da cui sono arrivate parziali  rassicurazioni sul pagamento  a breve quantomeno della mensilità di luglio.  Il tutto nonostante la risposta che rimane negativa da parte del tesoriere alla delibera sulla dilazione dei mutui.

Esasperati e incatenati. La protesta è andata avanti. Lavoratori sembravano a un certo punto vinti dalla disperazione: “Tra venti giorni – spiega uno di loro – saranno sei gli stipendi arretrati, compresa la tredicesima. La nostra pazienza ha un limite. Non percepiamo lo stipendio da giugno e siamo ormai a lastrico, disperati ed esasperati”. Esasperazione che ha indotti qualcuno di loro ad incatenarsi all'interno della filiale. Due lavoratori hanno anche avvertito un leggero malore. La situazione è incandescente, ma sotto controllo.

I motivi della protesta. Alla Banca Mps si imputa il fatto di aver impedito il pagamento degli stipendi trattenendo delle somme di denaro disponibili per coprire le rate dei mutui che l'Amministrazione provinciale ha contratto con un altro istituto di credito. Rata però in scadenza il prossimo 15 dicembre. “I mandati di pagamento degli stipendi – fanno notare gli stessi dipendenti – sono fermi in banca dal 20 novembre. I soldi ci sono e non capiamo perché non ci venga pagata la mensilità di luglio che darebbe ad ognuno di noi una piccola boccata d'ossigeno”.