prete-collare
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Sarà il cugino sacerdote ad ereditare la parte più consistente del patrimonio lasciato da un uomo morto a Parma nel 2021. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Bologna, che ha riformato la sentenza di primo grado nella causa civile che vedeva contrapposti il parroco e quattro nipoti del defunto.

Al centro della disputa, un’eredità composta da liquidità, immobili di pregio a Salsomaggiore Terme e una polizza vita da circa 400mila euro. In primo grado il Tribunale di Parma aveva suddiviso quasi tutto il patrimonio in cinque parti uguali, attribuendo al sacerdote soltanto le somme presenti sul conto corrente. I giudici d’appello hanno invece riconosciuto al parroco anche l’intera polizza assicurativa, oltre ai contanti e a un quinto degli immobili.

Nel testamento olografo, redatto nel 2018, l’uomo – senza moglie né figli – lasciava “i miei soldi in banca” al cugino sacerdote, “che mi ha tanto curato”, disponendo che case e altre proprietà fossero divise tra il religioso e i quattro nipoti. Secondo la Corte, il riferimento ai “soldi” comprendeva anche la polizza, ritenendo prevalente la volontà di destinare al sacerdote tutte le liquidità. I nipoti dovranno restituire circa 80mila euro ciascuno e pagare le spese legali.