Che fine hanno fatto le spoglie mortali di re Gioacchino Murat? Una domanda che gli storici si stanno ponendo da 200 anni. Il 13 ottobre 1815 il monarca napoleonico fu fucilato al castello aragonese di Pizzo. Le fonti ufficiali affermano che dopo l’esecuzione il corpo venne gettato nella fossa comune sottostante il vicino Duomo di San Giorgio. Sta di fatto che secondo una credenza popolare lo spirito del re francese vaga nelle segrete del maniero, da dove arrivano strani rumori, come un tintinnio di catene. Addirittura ci sono testimoni che raccontano di porte che sbattano e di luci che si accendono improvvisamente. Fin qui nulla di strato. La curiosità, tuttavia, c'è ed è riportata da "il Quotidiano del Sud" di oggi.

L’Italian Paranormal Research, infatti, ha chiesto all’amministrazione comunale di effettuare rilievi al castello (a marzo le prime indagini, rigorosamente durante le ore notturne). L'obiettivo: intercettare, con strumenti speciali, l'anima in pena di Gioacchino Murat. Chissà che la stessa una volta rivelatasi non darà indicazioni su dove riposino i resti mortali dello sfortunato generale napoleonico che 35 anni prima dei Savoia sognava di fare l'Italia.