Parla Domenico Putrino, il legale di uno dei principali imputati del processo "Alto Piemonte". A Zoom24 spiega i rapporti tra il suo assistito e il presidente bianconero

di FRANCESCO ALTOMONTE

"Dal punto di vista tecnico la sentenza del Tribunale della Figc con la quale viene inibito il presidente Andrea Agnelli mi sembra giusta". E' il parere di Domenico Putrino, avvocato di Rocco Dominello, uno dei principali imputati nel processo intentato dalla Distrettuale antimafia di Torino denominato "Alto Piemonte" contro la 'ndrangheta.

L'inchiesta L'operazione "Alto Piemonte" condotta della squadra mobile di Torino ha ipotizzato un interesse della ‘ndrangheta nel bagarinaggio dei biglietti del club bianconero. Un’inchiesta che è costata cara alla Juventus e al suo presidente Andrea Agnelli, inibito per un anno dal Tribunale della Figc. 

Sentenza corretta "Tecnicamente - ha dichiarato Putrino a Zoom24.it - la sentenza del Tribunale della Federazione è corretta perché le regole dicono che le società di calcio non posso dare più di 4 biglietti a persona". "E' comunque un fatto notorio - ha aggiunto il penalista - che quasi tutti i grandi club di calcio danno più di quattro biglietti per persona, soprattutto se si tratta di gruppi organizzati. Per quanto è emerso nel processo di Torino, i biglietti sono numerati e nominativi e di solito il rappresentante di un gruppo organizzato prende i biglietti per tutto il suo gruppo, così come è stato nel caso di Dominello per la sottosezione dei Drughi di cui era rappresentante, ma non perché fosse mafioso".

inibizione agnelliAgnelli e Dominello L'avvocato Putrino entra nel merito anche dei rapporti tra Agnelli e Dominello per come è stato accertato nel primo grado del processo penale, nel quale il suo assistito è stato condannato a 7 anni e nove mesi di carcere. "La sentenza del Tribunale Federale - ha continuato l'avvocato Putrino -  è corretta anche nella parte che concerne i rapporti tra il mio assistito e il presidente della Juventus. Perché all'epoca dei fatti Dominello non era considerato un mafioso, né aveva mai subito alcuna condanna di natura penale. Nel processo questo dato è emerso in maniera chiara: Dominello non si è mai comportato nei confronti di Agnelli, né dei suoi sottoposti, come un mafioso. Lo stesso presidente ha dichiarato che si è incontrato con Dominello solo per questioni che riguardavano la tifoseria. Aggiungo che il mio assistito in veste dei rappresentanti dei Drughi agli incontri in questura e che la stessa questura di Torino non aveva mai segnalato Dominello alla Juventus come elemento pericoloso o, peggio ancora, come un mafioso". 

Biglietti e clan Un dato quest'ultimo, ha chiarito l'avvocato Putrino, emerso nel primo grado del processo penale: "Non è emerso nessun pacchetto personale di biglietti per Dominello, ma solo ai gruppi e sottogruppi di tifosi, né quale fosse il ricarico del mio assistito né tantomeno di di ricarichi che venissero poi stornati alle cosche della Piana di Gioia Tauro".