Non si sono ancora concluse le procedure di identificazione dei 733 migranti sbarcati mercoledì mattina. Sventati un paio di tentativi di fuga

A oltre 24 ore dall'ultimo sbarco al porto di Vibo Marina non si sono ancora concluse le procedure di identificazione dei 733 profughi arrivati a bordo dell'Acquarius, la nave della flotta Mediterranee che li aveva salvati a largo delle coste libiche. Le operazioni vanno avanti ormai da due giorni all'interno dei capannoni del Consorzio industriale di Vibo Valentia. la maggior parte di loro è di nazionalità eritrea e, quindi, a rischio fuga. Non a caso qualche tentativo si è verificato nel corso del pomeriggio ma è subito stato sventato dagli agenti della Questura di Vibo coordinati dal primo dirigente Stanislao Caruso.

Il caso dei baby-profughi. A preoccupare sono soprattutto i minori non accompagnati. Nell'ultimo sbarco sono stati addirittura 208 quelli accolti sul molo del porto di Vibo Marina. Il Comune di Vibo naviga a vista e non sa ancora dopo sistemarli. Fino ad ieri sera solo una cinquantina aveva trovato posto. I ragazzi a Bivona in una struttura privata e le ragazze (una decina) a Paravati in un albergo. In 150 dormiranno per la seconda notte consecutiva all'interno del capannone del Consorzio industriale di Vibo Valentia, vigilati dalle forze dell'Ordine e assistiti dai volontari. Avviati i contatti con altre strutture fuori provincia viste che quelle presenti sul territorio sono già piene.