A nominarlo nella giornata di ieri papa Francesco che ha inteso avviare un percorso di valorizzazione delle risorse interne

dalla REDAZIONE

Dopo le inchieste, gli scandali e le tensioni e in attesa dei processi, lo Ior prova ad invertire la rotta. E’ il calabrese Gianfranco Mammì, 59 anni, originario di Siderno, nel reggino, il  nuovo direttore generale della Banca vaticana. La nomina è arrivata nella giornata di ieri: senza dare preavviso, come nel suo stile, il pontefice si è recato nella sede dell’Istituto per le opere religiose e, dopo venti minuti di Consiglio della Sovrintendenza, ha comunicato la scelta del nuovo dg che fino alla nomina del vicedirettore sarà coadiuvato da Giorgio Mattietti.

La carriera. Laureato in scienze politiche all’università di Messina, Mammì ha ricoperto varie funzioni nel Vaticano, dove ha mosso i primi passi, avviando il  proprio cursus honorum già nel 1992. Inizialmente da cassiere, poi da vice capo dell’ufficio rapporti legali. Dal 1999 si è occupato dello sviluppo della clientela, sia in Italia che all’estero. Fu proprio  l’attenzione verso le comunità ispanofone dell’America centrale e meridionale a metterlo  a contatto con Jorge Bergoglio.  Dal luglio 2006 Mammì è stato nominato responsabile dell’ufficio acquisti ed economato. Il 6 marzo di quest’anno, è divenuto vicedirettore dello Ior. La sua investitura è da ritenere una chiara scelta strategica con la quale il papa intende valorizzare le professionalità interne al Vaticano.

L'inchiesta. Nel frattempo, sul fronte giudiziario, la Procura di Roma si prepara a notificare gli avvisi di conclusione indagine all’ex direttore dello Ior Paolo Cipriani ed al suo vice Massimo Tulli. Secondo i magistrati capitolini, la banca avrebbe operato in Italia per oltre otto lustri senza alcuna autorizzazione.