Un brutto episodio ha scosso il calcio Under 17 calabrese al termine della sfida tra Bulldog Vibo e Union Kroton, disputata sabato 7 marzo a Vibo Valentia. La partita, uno scontro di alta classifica, si è chiusa con la vittoria dei padroni di casa per 3-1, ma subito dopo il triplice fischio la situazione è degenerata.
Secondo una prima ricostruzione, una decina di persone avrebbe scavalcato la recinzione del campo inseguendo i ragazzi della formazione crotonese e l’arbitro, costringendoli a rifugiarsi negli spogliatoi. La tensione è aumentata rapidamente, con genitori e altri spettatori coinvolti in attimi di panico e concitazione.
Durante il parapiglia, testimoni oculari hanno segnalato la comparsa di due armi da taglio, mentre un commissario di campo sarebbe stato spintonato a terra. La Polizia, intervenuta sul posto, ha faticato a riportare la calma e ha poi scortato la squadra ospite fuori dall’impianto sportivo. Sono in corso accertamenti per individuare eventuali responsabilità e chiarire la dinamica dei fatti.
Durissima la reazione della società crotonese. L’allenatore Antonio Basile ha definito la vicenda “inaccettabile”: “Non è possibile che anni di lavoro con questi ragazzi vengano rovinati da comportamenti simili. Lavoriamo con loro sin da piccoli e la partita di oggi rischia di vanificare tutto a causa di gente che con il mondo del calcio non ha nulla a che fare”.

Il tecnico ha inoltre sottolineato l’impatto psicologico sull’intera squadra, evidenziando il rischio di danni educativi e morali ai giovani calciatori. Basile ha raccontato come la tensione fosse evidente sin dall’arrivo al campo: “Abbiamo percepito atteggiamenti intimidatori fin dall’inizio. Quando qualcuno viene allo stadio non per tifare ma per minacciare, è difficile far giocare serenamente i ragazzi”.