Vibo, il giorno del giuramento per 216 nuovi poliziotti. Il prefetto D'Angelo: "Il futuro passa da qui"
Hanno giurato davanti al vice capo della Polizia, il prefetto Nicolò Marcello D'Angelo, gli allievi agenti della Polizia di Stato formatisi nel 202esimo corso che si è svolto all'interno della Scuola di Vibo Valentia. Un corso che ha avuto inizio nel giugno dello scorso anno e che oggi è culminato con la cerimonia di giuramento. A "laurearsi" poliziotti sono stati 216 allievi, di cui 54 donne. Per circa otto mesi hanno frequentato le lezioni teoriche e pratiche affrontando diverse materie (diritto penale, procedura penale, diritto costituzionale, ordinamento e regolamenti delle Forze di Polizia, immigrazione) ma anche diverse prove (tecniche operative, uso delle armi, tiro, sistema di indagine delle forze di Polizia, difesa personale). Un percorso formativo in linea con i principi di modernità e con l’apertura al cambiamento suggerito anche dagli scenari internazionali, con grande attenzione al tema dell’Immigrazione e del pronto intervento.
L'identikit del poliziotto moderno. Da Vibo viene fuori il poliziotto 2.0. Dopo molti anni, il corso che si avvia alla conclusione non è stato riservato esclusivamente a chi aveva svolto il servizio di leva ma è stato aperto a tutti. Il livello di preparazione di base dei frequentatori è quindi risultato molto alto. Tra i 216 allievi che hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ci sono 53 laureati in Giurisprudenza, Economia, Psicologia, Ingegneria, Scienze Naturali e uno anche in Archeologia. Alcuni hanno già ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. L'età media è di 27 anni e ognuno di loro ha raggiunto Vibo proveniente da Campania, Calabria e Basilicata. Chi non è laureato, è comunque diplomato e ha un percorso di studi alle spalle.
Il futuro è qui. "Questo - ha affermato il prefetto D'Angelo - è un momento importante per la Polizia che continua ad investire sui giovani e lo fa attraverso le scuole presenti sul territorio nazionale. Il nostro futuro e quello delle altre forze di polizia passa da qui". La Scuola di Polizia di Vibo rischia però di chiudere i battenti dopo il 2023. La struttura è di proprietà infatti di una banca e il ministero dell'Interno paga l'affitto dopo averla venduta nell'ambito della "cartolarizzazioni" avviate negli anni scorsi dai governi Prodi e Berlusconi. "Da parte nostra - ha sottolineato il vice capo della Polizia senza sbilanciarsi più di tanto - c'è la massima attenzione per questa struttura". Da ex capo della Squadra Mobile che inflisse duri colpi alla Banda della Magliana, D'Angelo è un profondo conoscitore della lotta alla criminalità organizzata. "In questo territorio - ha aggiunto - è prioritaria. Cambiare il tessuto collettivo è necessario zone come queste di Vibo altrimenti il futuro sarà sempre più complesso. Lo sforzo deve essere dunque più forte e molto corale".
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