Ci sono strade che non collegano solo punti su una mappa, ma che sembrano tracciare il confine sottile tra la quotidianità e la tragedia. Nel cuore della zona PIP di Soriano Calabro, questo confine è diventato invisibile, cancellato dall'alta velocità e dall'indifferenza burocratica. Quello che dovrebbe essere un normale snodo urbano si è trasformato in un circuito d'azzardo dove, a puntare la vita ogni giorno, sono i pedoni e, soprattutto, i giovanissimi diretti ai campi da gioco.

Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa. La memoria storica di questo tratto di asfalto è già macchiata da incidenti che, in passato, hanno visto come vittime anche dei bambini. Eppure, nonostante i campanelli d’allarme abbiano suonato a più riprese, il silenzio delle istituzioni appare oggi assordante. Nessuna amministrazione, nel corso degli anni, ha ritenuto prioritario blindare l'incolumità dei cittadini con interventi strutturali o misure di moderazione del traffico.

Il degrado del manto stradale è solo la punta dell'iceberg. Il vero mostro è l'assenza: mancano i controlli, manca una segnaletica che imponga il rispetto dei limiti, mancano quegli strumenti di dissuasione che renderebbero l'area a misura d'uomo e non di acceleratore. Che la competenza sia comunale, provinciale o statale, il risultato non cambia: il rischio è una costante quotidiana.

«È inaccettabile attendere l'irreparabile prima di muoversi», denuncia con forza il dott. Domenico La Bella. L’atto di accusa è diretto, senza filtri, rivolto ai vertici della politica locale e vibonese. L’invito è rivolto all’Amministrazione comunale e alla Provincia guidata dal presidente L'Andolina: basta promesse da campagna elettorale, servono fatti.

La sicurezza non può essere un accessorio o un tema da discutere in "tavoli tecnici" infiniti mentre fuori si continua a sfiorare il dramma. È un diritto primario che oggi, su quella strada, viene sistematicamente calpestato. La comunità di Soriano non chiede più ascolto, chiede cantieri e protezione. Prima che sia troppo tardi.