E' un clan storico di Reggio Calabria, quello dei Labate, attivo soprattutto nel quartiere di Gebbione. Intesi anche come i "Ti mangiu", i Labate sono l'unico clan della città di Reggio Calabria che durante la guerra di mafia (dal 1985 al 1991 quasi 700 morti ammazzati) si è mantenuto ufficialmente neutrale fra gli opposti schieramenti mafiosi dei De Stefano-Tegano-Libri contrapposti ai Condello-Imerti-Rosmini-Serraino. Negli ultimi tempi, tuttavia, il clan Labate viene ritenuto vicino alle posizioni della cosca Tegano di Archi. A capo del gruppo vi sarebbe il boss Pietro Labate che dal controllo del mercato della carne (macellazione, vendita all’ingrosso e al dettaglio) negli anni avrebbe diversificato i propri interessi economici gestendo diverse attività economiche che vanno dall'edilizia al movimento terra. Le indagini della Guardia di Finanza reggina hanno accertato investimenti con denaro proveniente dalle varie attività criminali del clan, attraverso l'uso di un metodo mafioso collaudato e che è servita alla cosca per eliminare dal mercato la concorrenza. Una sorta di monopolio, quindi, nel quartiere Gebbione, con "fette" importanti di territorio conquistate con l'intimidazione anche nel quartiere Sbarre di Reggio Calabria. Pietro Labate, 65 anni, è stato catturato nel 2011 dopo due anni di latitanza. Figurava nell'elenco dei 100 latitanti più ricercati d'Italia. Non è la prima volta che l'antimafia punta ai beni del clan Labate. Era accaduto anche nel 2013 quando alla cosca erano stati sequestrati beni per 15 milioni di euro. (g.b.)

‘Ndrangheta: sequestrati beni per 33 mln euro a clan Labate di Reggio Calabria. LEGGI QUI ---> https://www.zoom24.it/2016/04/29/ndrangheta-sequestrati-beni-33-mln-euro-clan-labate-reggio-calabria-17586/

Pietro Labate