Altra grana per il governo Conte. Il nuovo pomo della discordia è il costo delle mascherine. In tutta Italia sono partite le proteste dei farmacisti e anche in Calabria alcune farmacie hanno iniziato a non vendere più quelle chirurgiche. A Reggio Calabria, ad esempio, nella zona nord, un farmacista ha appeso un cartello con su scritto "per le mascherine a 0,50 € rivolgersi al presidente Conte. Lui sa dove trovarle, io no". Sono infatti in molti coloro che, nelle ultime settimane, hanno ordinato migliaia di mascherine per venire incontro alla popolazione. Tutti strumenti di protezione pagati, però, più di 50 centesimi.

Le parole di Arcuri. Le mascherine chirurgiche costavano, prima dell'emergenza sanitaria, pochi centesimi. Per questo il commissario straordinario Domenico Arcuri, nel confermare il prezzo di 50 centesimi concordato con il Governo, ha dichiarato che "non è giusto che ci sia gente che guadagni dalla tragedia". "Vi daremo una mano noi a rinegoziare il prezzo. Vedrete, ve lo dico per esperienza, tra due giorni il prezzo si allineerà, succede da 2000 anni" ha risposto poi a chi lamentava di essere costretto, così, a lavorare in perdita. Dai farmacisti che hanno pagato le mascherine non meno di 80 centesimi, ad alcuni produttori nazionali che hanno comunicato alle Regioni di avere un costo di produzione che oscilla tra i 60 e 75 centesimi, infatti, sono diversi coloro che rischiano di rimetterci - in una situazione economica certo non facile - dal prezzo fissato dal Governo.

Rimborsi per i farmacisti. Dopo la confusione iniziale, tuttavia, adesso le farmacie e le parafarmacie italiane saranno messe in condizione di vendere ai cittadini le mascherine chirurgiche al prezzo massimo stabilito. È stato infatti raggiunto un accordo con l'Ordine dei farmacisti, Federfarma e Assofarm. Alle farmacie che hanno acquistato mascherine chirurgiche a un prezzo superiore a 50 centesimi, infatti, verrà garantito un rimborso. Allo stesso tempo, inoltre, verranno assicurate forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta, per ogni singola mascherina, al di sotto del prezzo massimo deciso dal Governo.