Agguato in pieno centro a Crotone, arrestati i presunti killer: due catanzaresi di etnia Rom (NOMI)
Sarebbero giunti da Catanzaro i killer che la sera del 7 settembre hanno ucciso Giovani Tersigni in pieno centro a Crotone con diversi colpi di pistola. Salgono infatti a quattro le persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Crotone tesa a fare luce sull'omicidio. La Polizia di Stato ha infatti eseguite due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due catanzaresi di etnia Rom residenti a viale Isonzo e a Germaneto. Si tratta di Cosimo Passalacqua e Cosimo Berlingeri, già noti alle forze dell'ordine. Per il fatto di sangue era già stato arrestato un crotonese, Paolo Cusato, 30 anni, incastrato da alcune immagini della videosorveglianza. Nell’ambito della stessa indagine era finito in manette, ma per il reato di detenzione e spaccio di droga, anche un cittadino bulgaro residente a Crotone, Dimitar Dimitrov Todorov, 22 anni, nella cui abitazione – durante le perquisizioni svolte dalla Polizia – è stato trovato un chilo di eroina.
Le indagini della squadra Mobile non si erano tuttavia fermate con l'arresto di Cusato e sono proseguite incessantemente, anche con la visione di numerose telecamere sparse per la citta', raccogliendo numerosi elementi che hanno confermato le prime ipotesi e soprattutto il coinvolgimento di altre persone nel delitto. Il commando omicida, secondo gli investigatori, era formato da due persone, Berlingieri e Passalacqua, giunti nella tarda mattinata del 7 settembre a Crotone da Catanzaro a bordo di un'autovettura guidata da Todorov sulla quale si trovavano anche Cusato e Oliverio; i cinque giovani, poi, si sono recati, nel primo pomeriggio, presso l'abitazione di Oliverio dalla quale, pochi minuti prima dell'omicidio, sono usciti Berlingieri e Passalacqua e Cusato, parzialmente travisati, che si sono diretti verso piazza Albani dove si trovava Tersigni, mentre Oliverio, indicato come il mandante, dapprima si era allontanato per poi ricomparire nella piazza al momento dell'agguato. Le immagini catturate dalle telecamere hanno permesso di ricostruire la fuga del commando omicida che, dileguatosi per le vie cittadine, si e' sbarazzato dell'arma utilizzata per colpire a morte Tersigni, una pistola calibro 7,65. Le stesse telecamera, infatti, immortalano Cusato che getta un involucro sui tetti di un'abitazione poco distante dal luogo dell'agguato. I due catanzaresi, quindi, hanno fatto rientro a Catanzaro accompagnati da Todorov, mentre Cusato e' sato rintracciato nelle successive ore e tratto in arresto.
Alla base ci sarebbe uno screzio avvenuto in carcere all'origine del delitto. Il litigio sarebbe avvenuto tra il 2011 e il 2012 nel carcere di Cosenza, dove all'epoca erano ristretti. "Non è vero - ha detto il procuratore Giuseppe Capoccia - che il centro storico e' terra di nessuno. Il sistema di prevenzione, controllo e repressione funziona e bisogna che i cittadini abbiamo ancora più fiducia nelle istituzioni".
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