Esplode la questione stadio Luigi Razza: la Vibonese a valanga contro il sindaco Limardo
«Il maldestro tentativo del sindaco Maria Limardo di buttare la questione in caciara politica e ridurla ad un mero conflitto personale, obbliga la società a chiarimenti e precisazioni che si potrebbero affrontare de visu anche in pubblico incontro».
Esplode la questione stadio Luigi Razza: a stretto giro di posta arriva la piccata controreplica della Us Vibonese nei confronti del primo cittadino di Vibo Valentia.
Ad accendere la miccia era stato il direttore generale della società Antonello Gagliardi che in un’intervista radiofonica – riferendosi al bando per la concessione pluriennale dello stadio Luigi Razza - ha parlato di «volontà di qualcuno» di non procedere con la pubblicazione dell’avviso pubblico, costringendo in tal modo la Vibonese a «pagare affitti strani», e quindi adombrando sospetti sull’operato dell’amministrazione comunale. Immediata la replica della Limardo. «Il signor Gagliardi, con le sue insinuazioni, ha davvero passato il limite. Lo invito a chiarire pubblicamente, ed anche a denunciare nelle sedi opportune se lo ritiene, i contorni delle sue accuse. Ed a spiegare a tutti, a me in primis, chi foraggerebbe cosa. Sono dichiarazioni del tutto inaccettabili per una amministrazione, e mi sia consentito, per un sindaco, che ha fatto di tutto, con azioni ed atti amministrativi e non soltanto a parole, per difendere l’onore dell’istituzione comunale in ogni luogo e in ogni sede».
Adesso il terzo atto, la controreplica della società presieduta da Pippo Caffo.
«Premesso che il sindaco dimentica che il Dg Gagliardi non parla della vicenda stadio da spettatore, ma in qualità di socio, se pur di minoranza, ed amministratore delegato della U.S. Vibonese s.r.l. e che non è di certo un suo oppositore politico, in quanto non fa politica attiva e, per quanto ne sappiamo, non ha intenzione di farla. Riteniamo comunque, che ciascuno di noi fa politica nel momento in cui si occupa attivamente di tutto ciò che può avere rilevanza sociale e che coinvolge il territorio nel quale opera. Non vorremmo e non vogliamo alimentare polemiche e quindi ci limiteremo solo a rispondere puntualmente a quanto detto dal sindaco. Abbiamo sempre dichiarato e documentato al Comune di Vibo Valentia (sindaco, assessori e dirigenti), gli inaccettabili costi di gestione della società, legati alla mancata concessione pluriennale dello Stadio Luigi Razza. Dopo il costo per stipendi di squadra e staff tecnico, la manutenzione del manto erboso e gli affitti di campi esterni sono la maggiore voce di costo per la U.S. Vibonese Calcio s.r.l.. E’ vero che il Comune di Vibo Valentia ha acquistato lo stadio dal demanio (dimenticandosi di acquistare anche buona parte dell’area esterna ed il campo di allenamento che è rimasto di proprietà demaniale ed in couso alla Scuola di Polizia). Tale status impone alla U.S. Vibonese Calcio un doppio pagamento di canone € 8.800,00 + IVA annue al Comune e circa € 5.000,00 al Demanio. Aggiungiamo che, quando la proprietà era demaniale non ci sono stati mai problemi e per moltissimi anni non si dovette pagare alcun canone. Infine, crediamo che il Comune nell’acquisto dello stadio avesse come obiettivo di uscire dalla posizione che lo vedeva come unico ente provinciale a non avere un campo sportivo di proprietà».
E ancora: «La “concessione temporanea” firmata il 15 novembre 2023 con validità fino all’espletamento del bando di gara, non è vero che è a titolo gratuito, ma l’art. 4 prevede “…quale corrispettivo, l’impegno ad eseguire a proprie spese la manutenzione ordinaria e straordinaria e le opere migliorative…”. La questione della TARI è arrivata in parziale definizione solo dopo una strenua difesa legale da parte della società del presidente Caffo, il quale riferisce che è vero che è stata ricalcolata la superfice per come giustamente viene imputata agli stadi in tutti i comuni d’Italia, ma che ancora non è del tutto adeguato il canone all’effettive giornate di utilizzo dello stadio (qui manteniamo il primato).
Inoltre, giova ricordare al sindaco che la costituzione della commissione di pubblico spettacolo è un obbligo che spetta agli amministratori di comuni e province e che non è “un piacere” che viene fatto ad una società sportiva, ma crediamo che nella salvaguardia della sicurezza dei cittadini debba essere consultata anche per l’organizzazione di altri spettacoli ed eventi che portano in strada centinaia di persone. Ricordiamo al sindaco che la domanda per la realizzazione di una struttura “mobile” da utilizzare come store della U.S. Vibonese Calcio all’interno dell’antistadio e in un’aiuola inutilizzata, è stata presentata in data 27 settembre e che il Comune l’ha prontamente “bocciata” in data 10 ottobre 2023. Che è stata necessaria una seconda istanza presentata dalla U.S. Vibonese Calcio s.r.l. in data 27 ottobre. E’ forse inutile precisare che il costo di realizzazione di tale struttura è a totale carico di un socio della U.S. Vibonese Calcio s.r.l.. Ricordiamo al sindaco che avevamo proposto in data 6 luglio 2023, di abbellire con costi a totale carico di un nostro sponsor, tutte le vie di accesso allo stadio con stendardi rossoblu con i loghi della Vibonese e del Comune, e che ad oggi non abbiamo potuto realizzare nulla. Infine, è bene ricordare che appena insediatosi in qualità di dg della Vibonese verso la fine del campionato scorso, per stemperare l’acredine che il sindaco ed il Comune manifestavano verso la Vibonese ed il presidente Caffo per via delle sue dichiarazioni pubbliche sulla questione stadio, il dg si recò personalmente in Comune per invitare sindaco e giunta ad assistere alle ultime partite casalinghe nelle quali invitammo tantissime scuole ed associazioni amiche. I post sulla bellezza dello spettacolo sugli spalti si sprecarono. Tanto era doveroso precisare a seguito del comunicato, a nostro parere, poco opportuno del Sindaco».
