Caso “Bruzzano”, non accenna a placarsi la tensione tra Comune e dirigente scolastica
Non accenna a placarsi la tensione tra il Comune e la dirigente scolastica Mimma Cacciatore, dopo le polemiche scoppiate nei giorni scorsi per la mancanza di una palestra destinata agli studenti del plesso “Bruzzano”. Una questione che si trascina da anni e che oggi rischia di trasformarsi in un vero e proprio braccio di ferro istituzionale.
Tutto ha avuto origine dalla decisione dell’amministrazione comunale di revocare l’uso dell’ex Caserma Garibaldi, dove fino allo scorso anno si svolgevano le lezioni di educazione fisica. Un provvedimento che, di fatto, ha lasciato i ragazzi senza spazi per le attività motorie. Da qui la protesta della dirigente, che ha informato le famiglie dell’impossibilità di proseguire le lezioni di Scienze motorie. La comunicazione ha scatenato l’immediata reazione dei genitori e, a ruota, una dura replica del sindaco Enzo Romeo, seguita da giorni di polemiche e accuse incrociate.
Nelle ultime ore, dal Comune sarebbero emerse le prime possibili soluzioni. L’amministrazione starebbe valutando di liberare i locali seminterrati dell’ex Gil, la stessa struttura che ospita la scuola Bruzzano, per destinarli temporaneamente alle attività fisiche. In questo caso, il centro anziani attualmente ospitato nei locali dovrebbe essere trasferito altrove.
Un’altra ipotesi prevede invece l’accorpamento del plesso Bruzzano alla sede centrale della scuola media “Garibaldi”. Ma la stessa dirigente Cacciatore ha già segnalato la mancanza di aule disponibili per accogliere tutti gli studenti, rendendo complessa la fattibilità dell’operazione.
La preside, pur provata dalle recenti polemiche, non sembra intenzionata a cedere. In un documento inviato al Comune, ha avanzato un ventaglio di alternative. La prima resta quella di recuperare l’ex Caserma Garibaldi, immaginando una convivenza tra scuola, museo civico e persino comando dei vigili urbani. Se invece non dovesse esserci volontà politica di riaprire quegli spazi, la dirigente propone di trasferire la scuola al piano terra di Palazzo delle Accademie, prevedendo lavori di adeguamento finanziabili con fondi specifici.
Come soluzione tampone, suggerisce inoltre l’installazione di una tensostruttura da collocare nel parcheggio adiacente all’edificio scolastico, così da consentire agli alunni di tornare a svolgere attività fisica in sicurezza.
Al momento, i rapporti tra scuola e amministrazione sono congelati. L’atmosfera resta tesa, e non si esclude che il prossimo confronto possa avvenire alla presenza del prefetto Anna Aurora Colosimo, chiamata a mediare tra le parti.
Intanto, sullo sfondo rimane la sensazione di un’occasione mancata: quella di affrontare in modo condiviso un problema strutturale che penalizza da anni studenti e famiglie. Se il Comune e la scuola non troveranno presto un punto d’incontro, la questione della palestra rischia di trasformarsi nell’ennesimo simbolo di una frattura istituzionale che nessuno, in realtà, può permettersi di prolungare.
