Vibo, il piano dell'assessore Nardo: "Così rimetteremo a posto i conti del Comune"
Con diciannove voti favorevoli e sette contrari il consiglio comunale di Vibo ha approvato il piano di riequilibrio finanziario, che ora passerà al vaglio della Corte dei Conti ed alla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali del Ministero dell’Interno.
Il piano Nardo. Dietro l’elaborazione del piano c’è il piglio dell’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo, docente universitario di Contabilità di Stato. E' stata lei ad esporre i contenuti del piano, indicato le finalità che persegue e risposto alle contestazioni provenienti dai banchi dell’opposizione. L’assessore Nardo ha spiegato in aula che, tecnicamente, la procedura di riequilibrio finanziario è stata già approvata da palazzo Razza: con la deliberazione n° 18 del 30.04.2019, il Commissario Straordinario Guetta ha deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, prevista dall’art. 243-bis del Testo Unico degli Enti locali, considerato che il disavanzo risultante dall’approvazione del conto del bilancio, conto economico, conto del patrimonio non avrebbe potuto essere ripianato secondo le ordinarie modalità previste dall’art. 188 del Testo Unico. Nei rigorosi termini previsti dalla legge, il Consiglio comunale è tenuto a deliberare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale; in caso di mancata presentazione o approvazione, la norma prevede l’intervento del Prefetto, che assegnerà un termine di venti giorni per l’approvazione del dissesto. Termine assolutamente perentorio: l’assessore ha citato il caso di un Ente mandato in dissesto per quattro giorni di ritardo nell’approvazione del piano. Dunque, poche scelte per il Comune: o piano di riequilibrio o un altro dissesto. Eppure, per l’assessore Nardo non ci sono le condizioni per un nuovo dissesto, atteso che l’Ente sta erogando i servizi. Dunque, al limite sarebbe una condizione di pre-dissesto.
Il Fondo crediti di dubbia esigibilità. L’assessore ha spiegato che il problema dell’Ente è il fondo crediti di dubbia esigibilità, galoppante per la difficoltà dell’Ente nella riscossione dei tributi. Il fondo crediti di dubbia esigibilità è uno strumento previsto dalla nuova contabilità finanziaria, introdotta con il D.lgsvo 126/2014, che ha imposto agli Enti di prevedere un accantonamento minimo sia nel bilancio di previsione, sia nel risultato di amministrazione, per evitare che si impegnino risorse future, non ancora acquisite e di cui non è certa la riscossione. Il fondo crediti 2017, rispetto al 2018, è raddoppiato. Un fondo crediti elevato vincola la capacità di spesa, e se ci sono pochi incassi diventa disavanzo.
Il futuro. Per l’assessore Nardo la cooperazione dei cittadini sarà fondamentale; così come il buon funzionamento della macchina comunale, che ha bisogno di una governance complessiva. Il Comune di Vibo è certamente sottodimensionato, il personale è sotto organizzato. Il piano dovrà essere attuato con la riorganizzazione degli uffici, che naturalmente richiede tempo. L’assessore al personale, Primerano, è già al lavoro, elaborando uno studio sul personale dipendente. Neppure è vero, secondo l’assessore al bilancio, che con un piano di riequilibrio non si possano ridurre i tributi: la TARI, tassa sulla spazzatura, che funziona sul presupposto di un piano economico finanziario, può essere ridotta se aumenta la base imponibile. In sostanza, se tutti pagano, paghiamo tutti meno. Una cosa è certa, secondo l’assessore al bilancio: se il risanamento non riesce alla maggioranza del sindaco Limardo, così forte, non riuscirà a nessuno.
